MILANO – Sono finiti gli aumenti di prezzo, ma non si ferma la crescita di Telepass, sia per quanto riguarda i risultati 2025, sia per quelli attesi per il 2026. «Nel primo trimestre abbiamo superato quota 10mila apparati attivi – spiega l’ad Luca Luciani – continua l’espansione a livello geografico, dove abbiamo appena inaugurato l’Olanda raggiungendo così 19 Paesi, e vogliamo espanderci in Lituania, Bulgaria, Romania, Serbia e Grecia. Prosegue inoltre la diversificazione dell’offerta di servizi: oltre alle polizze Rc auto insieme a Mapfre, offriremo nuovi servizi assicurativi e fintech».Il 2025 si è chiuso con ricavi in aumento del 16% a 506 milioni, un mol su del 45% a 261 milioni e un utile netto di 89 milioni, quasi triplicato rispetto al 2024.
Un 2026 in crescita e cedola da 115 milioni
E anche il primo trimestre 2026 è partito bene, con ricavi in aumento del 22% e margini in espansione del 33%, segnali che insieme alla generazione di cassa permetteranno a Telepass di pagare a…
MILANO – Sono finiti gli aumenti di prezzo, ma non si ferma la crescita di Telepass, sia per quanto riguarda i risultati 2025, sia per quelli attesi per il 2026. «Nel primo trimestre abbiamo superato quota 10mila apparati attivi – spiega l’ad Luca Luciani – continua l’espansione a livello geografico, dove abbiamo appena inaugurato l’Olanda raggiungendo così 19 Paesi, e vogliamo espanderci in Lituania, Bulgaria, Romania, Serbia e Grecia. Prosegue inoltre la diversificazione dell’offerta di servizi: oltre alle polizze Rc auto insieme a Mapfre, offriremo nuovi servizi assicurativi e fintech».Il 2025 si è chiuso con ricavi in aumento del 16% a 506 milioni, un mol su del 45% a 261 milioni e un utile netto di 89 milioni, quasi triplicato rispetto al 2024.
Un 2026 in crescita e cedola da 115 milioni
E anche il primo trimestre 2026 è partito bene, con ricavi in aumento del 22% e margini in espansione del 33%, segnali che insieme alla generazione di cassa permetteranno a Telepass di pagare ai soci, ovvero alla Mundys (51%) dei Benetton e Partner Group (49%), una cedola di 115 milioni, il 29% in più dei profitti 2025. «Siamo un gruppo solido, che genera cassa - dice Luciani – possiamo autofinanziare la crescita e remunerare i soci». Per questo, nonostante il contesto difficile di mercato, Telepass non esclude la quotazione in Borsa, che agevolerebbe l’uscita del private equity Partner Group.«L’Ipo è una decisione che spetta ai soci, che non hanno fretta di valorizzare la loro partecipazione – aggiunge Luciani – il compito del management è preparare l’azienda a un passo di questo tipo. E senza dubbio Telepass – per le sue prospettive di crescita dei ricavi e dei dividendi – sarebbe un titolo interessante anche per il pubblico retail». La crisi geopolitica e il caro petrolio, per ora non si è fatta sentire. «Dopo un buon primo trimestre, la crescita prosegue in linea con il budget- assicura Luciani – stimiamo che i ponti di primavera incentivino il turismo in auto nonostante le implicazioni del caro carburante».