Fisco, più di 11,3 milioni di italiani non pagano l’Irpef. Ma il reddito cresce del 4,7%
di Rosaria AmatoROMA – Il reddito complessivo totale dichiarato in Italia è aumentato del 4,7% nel 2024 sull’anno precedente, superando 1.076,3 miliardi di euro (48,6 miliardi in più rispetto all’anno precedente). Cresce invece del 4% il valore medio, che si attesta a 25.820 euro, in aumento del 4,0% rispetto al reddito complessivo medio dichiarato l’anno precedente. I dati emergono dalle dichiarazioni dei redditi 2025: la sintesi è stata appena pubblicata dall’Agenzia delle entrate. Aumentato anche il numero dei contribuenti Irpef, sono lo 0,6% in più nel confronto annuo, oltre 42,8 milioni.
I redditi da lavoro dipendente e da pensione costituiscono l’84,6% del reddito complessivo dichiarato, con le entrate da lavoro dipendente che ne costituiscono il 54,4%.
Oltre 8,7 milioni di soggetti dichiarano un’imposta netta pari a zero, si tratta di contribuenti con livelli reddituali compresi nelle fasce di esonero dagli obblighi dichiarativi, di contribuenti le cui detrazioni azzerano l’imposta lorda, oppu…
ROMA – Il reddito complessivo totale dichiarato in Italia è aumentato del 4,7% nel 2024 sull’anno precedente, superando 1.076,3 miliardi di euro (48,6 miliardi in più rispetto all’anno precedente). Cresce invece del 4% il valore medio, che si attesta a 25.820 euro, in aumento del 4,0% rispetto al reddito complessivo medio dichiarato l’anno precedente. I dati emergono dalle dichiarazioni dei redditi 2025: la sintesi è stata appena pubblicata dall’Agenzia delle entrate. Aumentato anche il numero dei contribuenti Irpef, sono lo 0,6% in più nel confronto annuo, oltre 42,8 milioni.
I redditi da lavoro dipendente e da pensione costituiscono l’84,6% del reddito complessivo dichiarato, con le entrate da lavoro dipendente che ne costituiscono il 54,4%.
Oltre 8,7 milioni di soggetti dichiarano un’imposta netta pari a zero, si tratta di contribuenti con livelli reddituali compresi nelle fasce di esonero dagli obblighi dichiarativi, di contribuenti le cui detrazioni azzerano l’imposta lorda, oppure di soggetti che dichiarano unicamente redditi soggetti a tassazione sostitutiva. Se si aggiungono anche i soggetti la cui imposta netta è interamente compensata dal trattamento integrativo e bonus tredicesima, i soggetti che di fatto non versano Irpef sono oltre 11,3 milioni.
Due terzi dell’Irpef pagato dal 23,4% dei contribuenti
La distribuzione dell’imposta per classi di reddito complessivo mostra che i contribuenti con imposta netta diversa da zero e redditi fino a 35.000 euro (il 76,6% del totale contribuenti) dichiarano il 34,9% dell'imposta netta totale, mentre il restante 65,1% è dichiarato dai contribuenti con redditi superiori a 35.000 euro (il 23,4% del totale contribuenti). In particolare il 32,1% dell’imposta è dichiarata nella classe “da 35.000 a 70.000” euro. I soggetti con imposta netta valorizzata e un reddito complessivo maggiore di 300.000 euro (0,2% dei contribuenti) dichiarano il 6,6% dell’imposta netta totale (nel 2023 era il 7,1%).
Dalla Lombardia alla Calabria
Sempre forti le differenze territoriali: la regione con il reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (30.200 euro), seguita dal Trentino Alto Adige (28.553 euro, con la provincia di Bolzano che raggiunge 29.850. In coda la Calabria, che presenta il reddito medio più basso (19.020 euro).
Autonomi e dipendenti
Il reddito medio più elevato è quello da lavoro autonomo, pari a 67.510 euro, mentre il reddito medio dichiarato dagli imprenditori (titolari di ditte individuali) è pari a 28.550 euro, di poco superiore a quello dichiarato dai lavoratori dipendenti, pari a 24.250 euro, mentre quello dei pensionati si attesta a 22.390 euro.
L’Agenzia delle Entrate precisa però che la differenza tra il reddito medio da lavoro autonomo e il reddito dichiarato dai lavoratori dipendenti è in parte spiegata anche dalla diversa modalità di indicazione dei contributi previdenziali. Mentre infatti i redditi dei lavoratori dipendenti sono riportati al netto dei contributi previdenziali, i redditi da lavoro autonomo devono essere indicati al lordo dei contributi (il valore medio dei contributi riportati dai lavoratori autonomi è pari a oltre 10.926 euro). Una differente normativa che però spiega solo una parte della distanza tra le due tipologie di reddito.