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Crescono le immatricolazioni nell’Ue, balzo dell’elettrico. Ma il primato è delle ibride

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Secondo i dati Acea, nel primo trimestre in Europa sono state vendute oltre 2,8 milioni di vetture
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ROMA - Il mercato dell’auto europea riparte. Nei primi tre mesi del 2026 le immatricolazioni di nuove vetture nell’Unione Europea sono aumentate del 4%, arrivando a 2.822.616 unità. Un segnale di vitalità, certo, ma anche la conferma che la trasformazione del settore sta entrando in una fase più concreta. L’elettrico guadagna spazio, le ibride consolidano il proprio primato e i motori termici perdono centralità con una rapidità che, fino a pochi anni fa, sarebbe sembrata improbabile. La transizione resta disomogenea, segnata da differenze tra Paesi, potere d’acquisto, reti di ricarica e politiche nazionali. A spingere il trimestre è stato soprattutto marzo, che ha chiuso con un balzo del 12,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, imprimendo un’accelerazione.

ROMA - Il mercato dell’auto europea riparte. Nei primi tre mesi del 2026 le immatricolazioni di nuove vetture nell’Unione Europea sono aumentate del 4%, arrivando a 2.822.616 unità. Un segnale di vitalità, certo, ma anche la conferma che la trasformazione del settore sta entrando in una fase più concreta. L’elettrico guadagna spazio, le ibride consolidano il proprio primato e i motori termici perdono centralità con una rapidità che, fino a pochi anni fa, sarebbe sembrata improbabile. La transizione resta disomogenea, segnata da differenze tra Paesi, potere d’acquisto, reti di ricarica e politiche nazionali. A spingere il trimestre è stato soprattutto marzo, che ha chiuso con un balzo del 12,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, imprimendo un’accelerazione.

La composizione della domanda

L’Europa compra più auto, ma sceglie sempre più spesso modelli elettrificati. Le auto elettriche a batteria hanno raggiunto una quota del 19,4% nel primo trimestre, in netto aumento rispetto al 15,2% dello stesso periodo del 2025. In termini assoluti, significa quasi 547mila nuove vetture elettriche immatricolate tra gennaio e marzo. I problemi legati ai prezzi legati alle auto elettriche e alle infrastrutture restano aperti, ma la transizione non è più una prospettiva lontana.

In l’Italia l’incremento più marcato nelle immatricolazioni di auto elettriche, con un +65,7% nel trimestre, figlio degli incentivi elettrici di fine 2025 che hanno prodotto effetti all’inizio dell’anno. Crescono con decisione anche Francia e Germania, rispettivamente con +50,4% e +41,3%, mentre il Belgio fa segnare una lieve frenata. Numeri che riflettono non solo una maggiore disponibilità di modelli, ma l’effetto di sussidi, agevolazioni fiscali e politiche nazionali che hanno dato nuova spinta alla domanda.

Se le elettriche avanzano, la vera regina del mercato europeo continua a essere l’auto ibrida. Rappresenta il 38,6% delle vendite complessive e supera il milione di unità immatricolate nel trimestre. È la formula che oggi rassicura di più i consumatori tra innovazione e continuità, riduce consumi ed emissioni ma non impone ancora il salto definitivo verso la ricarica. Anche le ibride plug-in guadagnano terreno e salgono al 9,5% del mercato, rispetto al 7,6% di un anno fa. Il mercato europeo si sta spostando verso l’elettrificazione, anche se con velocità e forme diverse.

Giù benzina e diesel

Sul versante opposto, i motori tradizionali arretrano. La quota combinata di benzina e diesel è scesa al 30,3%, contro il 38,2% del primo trimestre 2025. Le auto a benzina hanno registrato un calo del 18,2%, con una contrazione particolarmente pesante in Francia, dove il crollo supera il 40%, ma con flessioni a doppia cifra anche in Italia, Spagna e Germania. Il diesel, da tempo in ritirata, continua la sua discesa con un -15,7% e si ferma a una quota ormai marginale del 7,7%. È il segno di un riequilibrio profondo, che non riguarda più soltanto le intenzioni dei governi o le strategie dei costruttori, ma le scelte concrete dei consumatori.

Secondo l’Acea, l’associazione dei costruttori europei, a sostenere questa dinamica è stata una combinazione di fattori: una domanda rimasta solida, il rafforzamento degli incentivi e dei benefici fiscali in diversi Paesi europei, e una maggiore fiducia verso le nuove tecnologie. In questo quadro, la transizione ecologica dell’auto smette di apparire come un percorso lineare e ideologico e assume piuttosto i contorni di un processo pragmatico, spinto da convenienza, disponibilità di prodotto e adattamento progressivo del mercato.

La dinamica delle case costruttrici

Il gruppo Volkswagen mantiene la leadership del mercato europeo con una quota del 25,6% a marzo, seguito da Stellantis al 16%. Ma a colpire sono soprattutto alcune accelerazioni: Tesla ha più che raddoppiato le proprie immatricolazioni nell’Unione Europea, mentre la cinese Byd ha segnato una crescita del 155,2% nello stesso mese. Tra i marchi storici, si segnalano anche i buoni risultati di Fiat e Skoda.

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