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Leapmotor: “Entro 5 anni le auto cambieranno completamente”. Con Stellantis “un matrimonio perfetto”

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Per il socio cinese la joint venture funziona dal punto di vista finanziario e commerciale, ma anche industriale: i piani di produzione in Spagna potrebbero allargarsi, forse anche in Italia
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PECHINO – Non solo una partnership. L’alleanza stretta tra Stellantis e Leapmotor, che ha dato vita nel 2023 ad una joint venture per portare le auto del marchio del Dragone fuori dalla Cina, per i massimi vertici del marchio di Hangzhou è un “matrimonio perfetto”. Con queste parole la definisce Thianshu Xin, ceo di Leapmotor International e direttore operativo di Stellantis a Pechino. Un’unione che funziona non solo da un punto di vista finanziario e commerciale, ma industriale, visti i piani di produzione in Spagna che si potrebbero allargare altrove, Italia compresa.

I test in Europa e gli obiettivi di produzione

Anche se i vertici sono cauti, prima ci deve essere la presentazione del piano industriale Italo-francese a maggio negli States da parte dell’ad Antonio Filosa…

PECHINO – Non solo una partnership. L’alleanza stretta tra Stellantis e Leapmotor, che ha dato vita nel 2023 ad una joint venture per portare le auto del marchio del Dragone fuori dalla Cina, per i massimi vertici del marchio di Hangzhou è un “matrimonio perfetto”. Con queste parole la definisce Thianshu Xin, ceo di Leapmotor International e direttore operativo di Stellantis a Pechino. Un’unione che funziona non solo da un punto di vista finanziario e commerciale, ma industriale, visti i piani di produzione in Spagna che si potrebbero allargare altrove, Italia compresa.

I test in Europa e gli obiettivi di produzione

Anche se i vertici sono cauti, prima ci deve essere la presentazione del piano industriale Italo-francese a maggio negli States da parte dell’ad Antonio Filosa. "Ci sono molti stabilimenti a disposizione all'interno del gruppo Stellantis presente in 30 Paesi – dice Xin - inizieremo in Spagna a partire da quest'anno, ma stiamo esplorando opportunità in altri Paesi". Anche sulla base del modello e dei costi, “in modo olistico”. La possibilità di interventi da parte di produttori in Cina sta tenendo banco. Non solo Leapmotor, ma Dongfeng e altre startup del Dragone potrebbero essere interessate. "Lo scorso aprile sono stato in Malesia per localizzare nostre produzioni, ma anche a Singapore, a Hong Kong, in Sudafrica e in Brasile. Le opportunità sono tante", ha aggiunto Xin.

Il primo test in Europa del matrimonio perfetto sarà la produzione del suv B10 in Spagna. Nessuna Opel o Fiat su una piattaforma Leap in futuro? “Non lo escludo del tutto. È un'ottima idea, ma è sicuramente oggetto di valutazione”, ha risposto il fondatore del marchio cinese Jiangming Zhu, attuale presidente e ceo, durante un incontro con i giornalisti. Brand che macina numeri e ha come obiettivo di vendere 1 milione di auto nel 2026, dopo aver sfiorato quota 600 mila lo scorso anno, primo anno di utili e continuando a raddoppiare i volumi di anno in anno. E le vetture che passano per i concessionari europei di Stellantis, una rete di circa 850 punti vendita e assistenza, sono fondamentali. “In questo primo trimestre abbiamo consegnato 110.000 auto. Nonostante il Capodanno cinese nel primo trimestre”, dice Zhu. Numeri sottotono? “Siamo fiduciosi di raggiungere l’obiettivo, anche grazie all’export”.

Da sinistra: Zhu (Ceo e presidente Leapmotor), Xin (Ceo Leapmotor international, Coo Stellantis a Pechino), Francesco Giacalone (responsabile marketing Leapmotor International) 

Il futuro dell’auto e mercato cinese

I vertici del gruppo rispetto al futuro dell’auto e del mercato cinese hanno idee precise. È l’ampiezza del mercato cinese delle solo auto elettrificate, che vale circa 13 milioni di veicoli, a “permettere le case di tenere bassi i costi. Il Dragone rappresenta il 30% del volume totale dell'industria automobilistica a livello globale. I costruttori, come Chery, Changan e Great Wall, sono più competitivi in termini di costi anche con i veicoli termici non solo con i veicoli a nuova energia. I marchi cinesi avranno un livello più alto di diversificazione e penetrazione a livello globale in termini di vendite e produzione di auto”. Basti pensare che i prodotti Leapmotor sono apprezzati in “Germania, Regno Unito, Italia, Spagna e Francia, tutti Paesi di grandi dimensioni, dimostrano che le nostre auto sono in linea con le esigenze dei clienti europei”, dice Zhu.

La macchina di domani sarà ancora diversa. “Tre o cinque anni fa si pensava che la transizione all’elettrico sarebbe avvenuta con meno forza. Ora sta davvero accadendo più velocemente del previsto. Se si pensa al prezzo europeo dell'elettricità, la benzina potrebbe non essere così economica, ora, dato che il greggio sta diventando sempre più costoso. Non solo l'uso dei veicoli elettrici è più economico ma, grazie all’esperienza della guida autonoma, tra tre o cinque anni credo che le auto saranno completamente diverse da quelle di oggi. Sull’elettrico e l’autonomo la catena industriale cinese è più avanzata”. La concorrenza è spinta al massimo. “Anni fa i marchi erano centinaia – spiegano i vertici - ora contiamo meno di venti case ed è probabile che si scenderà sotto i dieci, arrivando anche a 5-6 brand”.

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