Mutui e prestiti, con l’addio degli sportelli avanzano agenti e mediatori
di Federico FormicaÈ un percorso graduale, ma lentamente le banche stanno lasciando sempre più posto agli intermediari nel rapporto quotidiano con i clienti. Per mutui, cessioni del quinto e prestiti si va sempre meno allo sportello, a vantaggio di mediatori e agenti: società o singoli professionisti sparsi in tutta Italia soddisfano una domanda che, tra alti e bassi, è sempre sostenuta. Il rapporto pubblicato dall’Oam - l’Organismo agenti e mediatori - insieme a Prometeia fornisce un’immagine aggiornata di come si sta sviluppando il mercato del credito in Italia. Un mercato in cui la desertificazione bancaria rischiava di creare un terremoto. Invece, si è scoperto che non è affatto così: mentre le banche continuano a chiudere sportelli in tutto il Paese, quei servizi vengono offerti da altri (spesso su mandato degli stessi istituti). Offrendo una soluzione a chi continua a cercare un contatto umano anziché rivolgersi ai canali digitali o vuole fare una scelta più consapevole.
È un percorso graduale, ma lentamente le banche stanno lasciando sempre più posto agli intermediari nel rapporto quotidiano con i clienti. Per mutui, cessioni del quinto e prestiti si va sempre meno allo sportello, a vantaggio di mediatori e agenti: società o singoli professionisti sparsi in tutta Italia soddisfano una domanda che, tra alti e bassi, è sempre sostenuta. Il rapporto pubblicato dall’Oam - l’Organismo agenti e mediatori - insieme a Prometeia fornisce un’immagine aggiornata di come si sta sviluppando il mercato del credito in Italia. Un mercato in cui la desertificazione bancaria rischiava di creare un terremoto. Invece, si è scoperto che non è affatto così: mentre le banche continuano a chiudere sportelli in tutto il Paese, quei servizi vengono offerti da altri (spesso su mandato degli stessi istituti). Offrendo una soluzione a chi continua a cercare un contatto umano anziché rivolgersi ai canali digitali o vuole fare una scelta più consapevole.
Un impiegato che va, un professionista che arriva
Nel 2024 il fatturato di queste realtà è stimato tra 2 e 2,2 miliardi di euro (due terzi generato dagli agenti in attività finanziaria) e le previsioni sono di un’ulteriore crescita soprattutto nei servizi alle imprese, che oggi sono molto minoritari (appena il 2% del totale). Le cifre del rapporto spiegano il fenomeno in corso: i dipendenti bancari si sono ridotti del 2%? La stessa percentuale rappresenta invece la crescita dei professionisti del credito (i mediatori creditizi nel 2025 sono aumentati del 4%). Nell’ultimo decennio il rapporto tra professionisti e dipendenti bancari è passato da uno ogni venti a uno ogni dieci.
Questo mercato in ascesa è anche “polverizzato” cioè costituito da moltissime realtà. Contrariamente al mondo bancario non è un mare abitato da pochi pesci grandi, ma popolato da una grande quantità di realtà più piccole. È vero che il 60% di fatturato e utili si concentra nei primi 40 operatori, questi però rappresentano solo il 5% del totale.
Agenti e mediatori occupano settori diversi del mercato. Il 60% delle cessioni del quinto gestito da reti terze è riconducibile agli agenti, mentre i mediatori gestiscono il 34% dei mutui residenziali contro solo l’8% degli agenti. Il mediatore infatti prospetta al cliente una serie di possibilità, consentendogli di scegliere tra le diverse opzioni di mutuo e presentandogli pro e contro di ogni offerta.
Il settore è destinato a crescere, almeno queste sono le aspettative degli stessi attori. Dalla survey infatti emerge che l’80-90% dei soggetti che erogano stia valutando nel medio termine di ampliare la “portata” distributiva delle reti terze. E il 75% degli agenti in attività finanziaria “prospetta un ampliamento nei prossimi 5-10 anni della propria operatività nei confronti delle mandanti” si legge nel rapporto.