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Quelle incognite sul controllo di Essilorluxottica

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Comprare il 25% da sommare al proprio 12,5% di Delfin, lascerebbe Leonardo Maria con il 37,5% in Delfin, ma in minoranzae senza poteri maggiori rispetto agli altri eredi
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C’è una operazione che oggi è arrivata al capolinea. Ed è il tentativo di Leonardo Maria Del Vecchio di rilevare le quote in Delfin da altri due degli otto eredi del patrimonio del fondatore del gruppo Luxottica. Delfin è la cassaforte lussemburghese che controlla il 32,2% di EssilorLuxottica, il 17,5% di Mps, il 10% di Generali, il 2,7% di Unicredit e il 26% della società immobiliare Covivio, partecipazioni attraverso le quali la famiglia si colloca al centro del risiko finanziario italiano.

Una cassaforte da 45 miliardi

Il valore di Delfin è di circa 45 miliardi e rilevare due quote delle otto nelle quali il capitale è diviso significa comprane il 25% per un valore stimato, tra debito e sconto Nav, intorno ai 10 miliardi di euro. L’obiettivo, per…

C’è una operazione che oggi è arrivata al capolinea. Ed è il tentativo di Leonardo Maria Del Vecchio di rilevare le quote in Delfin da altri due degli otto eredi del patrimonio del fondatore del gruppo Luxottica. Delfin è la cassaforte lussemburghese che controlla il 32,2% di EssilorLuxottica, il 17,5% di Mps, il 10% di Generali, il 2,7% di Unicredit e il 26% della società immobiliare Covivio, partecipazioni attraverso le quali la famiglia si colloca al centro del risiko finanziario italiano.

Una cassaforte da 45 miliardi

Il valore di Delfin è di circa 45 miliardi e rilevare due quote delle otto nelle quali il capitale è diviso significa comprane il 25% per un valore stimato, tra debito e sconto Nav, intorno ai 10 miliardi di euro. L’obiettivo, però, di questa operazione non è chiara, perché, qualora andasse in porto, non sbloccherebbe né la governance societaria, che prevede per le decisioni strategiche come la distribuzione dei dividendi, il via libera di sei degli otto soci, o come la vendita o la messa in pegno delle partecipazioni, l’unanimità. Né risolverebbe la questione ereditaria, perché dei tre eredi che hanno contestato il testamento (Paola, Luca e Clemente), Leonardo Maria ne liquiderebbe solo due, Luca e Paola, disposti a vendergli le loro quote. Comprare, quindi, per 10 miliardi il 25% da sommare al proprio 12,5% di Delfin, lascerebbe Leonardo Maria con il 37,5% in Delfin, ma comunque in minoranza e senza poteri maggiori rispetto agli altri eredi, tra i quali comunque non c’è accordo sul da farsi.

Il controllo di Milleri

Di fatto, il controllo e la gestione ordinaria resterebbero nelle mani del consiglio di amministrazione guidato da Francesco Milleri, che può comprare o vendere le partecipazioni, ma senza il consenso di 6 degli 8 eredi, può distribuire solo il 10% degli utili sotto forma di dividendo. L’operazione comporta poi un rischio finanziario notevole. Leonardo Maria, attraverso il suo family office, possiede attività dai ristoranti alle acque Fiuggi fino ai giornali che non generano cassa, anzi. Per comprare il 25% di Delfin, avrebbe ottenuto una promessa di finanziamento da tre banche Unicredit, Crédit Agricole e Bnp Paribas. Ma comprare le quote dei fratelli a debito per il 100%, è finanziariamente insostenibile, perché Leonardo Maria non avrebbe i soldi per pagare gli interessi (da un minimo di 400 fino a 800 milioni l’anno), se non attingendo ai dividendi di Delfin o alla vendita delle partecipazioni della stessa, operazioni sulle quali però non può decidere da solo, visto che gli servirebbe il consenso degli altri eredi, perfino per vendere la propria quota della finanziaria.

Le operazioni a leva se non sono sostenibili sono destinate al fallimento. Indebitare le holding di controllo fa solo il gioco di chi presta i soldi, perché prima o poi le banche diventano proprietarie delle aziende sottostanti. Niente contro il fatto che EssilorLuxottica possa pendere di più verso la Francia, ma con Bnp e Crédit Agricole tra i prestatori è più facile che ciò avvenga. Col rischio di allontanare dall’Italia uno dei pochi colossi internazionali che possiede.

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