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Carburanti, l’idea dello sconto sulle accise solo per i redditi bassi. Ma è caccia alle coperture

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L’esecutivo in affanno, in bilico la proroga per tutti gli automobilisti. Si valuta il sostegno ai camionisti per il caro-diesel
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ROMA - Un intervento al fotofinish. Giovedì, a 24 ore dalla scadenza. I tempi del decreto per allungare il taglio delle accise sui carburanti sono la cartina di tornasole di una caccia alle risorse ancora aperta. Difficile. Così complicata da mettere in bilico l’obiettivo di una proroga generalizzata dello sconto di 24,4 centesimi su un litro di benzina o diesel che terminerà il primo maggio.

Ecco perché i tecnici del governo stanno lavorando anche a due opzioni alternative alla conferma della misura introdotta il 18 marzo, in risposta all’impennata dei prezzi dell’energia causata dalla guerra in Iran, e poi riproposta a inizio aprile, fino al primo maggio. Entrambi gli schemi hanno l’etichetta della selettività.

Il primo: aiuti ris…

ROMA - Un intervento al fotofinish. Giovedì, a 24 ore dalla scadenza. I tempi del decreto per allungare il taglio delle accise sui carburanti sono la cartina di tornasole di una caccia alle risorse ancora aperta. Difficile. Così complicata da mettere in bilico l’obiettivo di una proroga generalizzata dello sconto di 24,4 centesimi su un litro di benzina o diesel che terminerà il primo maggio.

Ecco perché i tecnici del governo stanno lavorando anche a due opzioni alternative alla conferma della misura introdotta il 18 marzo, in risposta all’impennata dei prezzi dell’energia causata dalla guerra in Iran, e poi riproposta a inizio aprile, fino al primo maggio. Entrambi gli schemi hanno l’etichetta della selettività.

Il primo: aiuti riservati agli autotrasportatori. Continuerebbero a beneficiare del credito d’imposta, attualmente pari al 20%, per l’acquisto del gasolio. La Lega, però, preme per ampliare la portata del sostegno. Il perché è presto detto. Da titolare del ministero dei Trasporti, Matteo Salvini teme il contraccolpo dello sciopero dei tir già indetto dalle sigle sindacali del settore a maggio, per cinque giorni (dal 25 al 29). Un intervento più corposo – è il ragionamento del Carroccio – potrebbe avere un effetto deterrente sulla protesta. L’auspicio è che si arrivi alla smobilitazione. Ma la strada è in salita, anche per la difficoltà di individuare ristori compatibili con la normativa europea sugli aiuti di Stato. Altro problema: accentuare la traccia della selettività, concentrandosi su una categoria – ragionano fonti dell’esecutivo – potrebbe accrescere il malcontento degli esclusi.

Il secondo schema allo studio guarda ai redditi bassi. Nello specifico a un bonus benzina per i beneficiari della carta “Dedicata a te”, il contributo economico di 500 euro erogato alle famiglie con Isee fino a 15mila euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità. Non è un’idea nuova. A metà marzo, durante i lavori preparatori del primo decreto “taglia accise”, i funzionari del ministero delle Imprese avevano ipotizzato di caricare sulla card una somma aggiuntiva di 100 euro, riservata proprio all’acquisto dei carburanti.

Alla fine, però, palazzo Chigi preferì un intervento generalizzato, quindi il taglio delle accise per tutti. Resta l’opzione preferita anche oggi, in scia alla decisione presa il 3 aprile, quando il Cdm ha confermato lo sconto fino alla festa del lavoro. Ma la seconda proroga deve misurarsi con una ricerca delle coperture più impervia.

La prima, infatti, ha potuto contare sull’extragettito Iva di marzo (circa 200 milioni). Quello di aprile non potrà essere impiegato ora dato che alla data dell’intervento – il 30 – il quadro delle entrate aggiuntive non sarà ancora definitivo. Altre soluzioni, già sperimentate, sono scivolose: è il caso dei tagli ai ministeri, che già hanno dovuto rinunciare a una parte dei loro stanziamenti in occasione del primo decreto. Ma l’effetto collaterale di un intervento selettivo spinge il governo a cercare soldi tra le pieghe del bilancio fino all’ultimo minuto utile. Per arrivare almeno a una proroga generalizzata di 15-20 giorni. Se la ricerca non andrà a buon fine, l’alternativa diventa obbligatoria. Aiuti selettivi. E la presa d’atto di una coperta che si fa sempre più corta.

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