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Armando Siri: “Non siamo Monti. Per famiglie e imprese il tempo sta finendo”

(ansa)

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“Finora il governo ha dato priorità al mantenimento dei conti ma tra poco si fermeranno i Tir. Dialogo anche con l’opposizione”
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Il governo fino a oggi ha dato priorità al mantenimento dei conti, ma non siamo certo il governo Draghi-Monti», punge Armando Siri, capo dei dipartimenti della Lega e consigliere di Matteo Salvini a palazzo Chigi.

Cosa rispondete a Tajani, “assolutamente contrario” a strappi con l’Ue sul patto di stabilità?

«Tajani, così come tutti i colleghi della maggioranza, sa quanto stanno soffrendo le nostre imprese. Tutti sanno che la proposta della Lega non è ideologica, ma dettata dalle condizioni straordinarie dopo la chiusura di Hormuz. Gli italiani pretendono che l’Europa intervenga con misure forti e concrete prima che si arrivi al collasso. O vogliamo aspettare di somministrare la cura quando il paziente è morto?»

In che modo sarebbe percor…

Il governo fino a oggi ha dato priorità al mantenimento dei conti, ma non siamo certo il governo Draghi-Monti», punge Armando Siri, capo dei dipartimenti della Lega e consigliere di Matteo Salvini a palazzo Chigi.

Cosa rispondete a Tajani, “assolutamente contrario” a strappi con l’Ue sul patto di stabilità?

«Tajani, così come tutti i colleghi della maggioranza, sa quanto stanno soffrendo le nostre imprese. Tutti sanno che la proposta della Lega non è ideologica, ma dettata dalle condizioni straordinarie dopo la chiusura di Hormuz. Gli italiani pretendono che l’Europa intervenga con misure forti e concrete prima che si arrivi al collasso. O vogliamo aspettare di somministrare la cura quando il paziente è morto?»

In che modo sarebbe percorribile questa uscita unilaterale? Con un massiccio scostamento a debito, non concordato?

«I modi ci sono e non necessariamente debbono essere eretici. Uno scostamento di bilancio per l’Italia che negli ultimi anni, proprio grazie a questo governo ha stabilizzato il debito, si può consentire attivando ad esempio l’art. 26 del nuovo patto. É un articolo previsto proprio per sostenere i singoli paesi che possono trovarsi, come noi oggi, in difficoltà straordinarie indipendenti dalla propria volontà».

Il governo è stato troppo cauto?

«Siamo un governo politico di centrodestra. Abbiamo il diritto-dovere di rispondere concretamente alle aspettative dei nostri elettori, ma anche di tutti gli italiani. A fare benzina ci vanno tutti, sia di destra che di sinistra. E questo vale anche per le bollette. Per questo sarebbe il caso di coinvolgere e chiamare alle proprie responsabilità anche le opposizioni in modo costruttivo. Non basta dire no a tutto. Lasciamo le ideologie fuori dalla porta per essere più forti nel difendere aziende e famiglie».

Quando va presa una decisione?

«Non c’è molto tempo. L’emergenza è conclamata. Tra un po’ si fermeranno i Tir e gli agricoltori sono in affanno. È una crisi di sistema perché è noto che siamo un paese con una forte dipendenza energetica. I tempi e gli interventi li decide il presidente del consiglio di concerto con il Parlamento. E il presidente, come la Lega, ha ben chiara l’urgenza».

La Lega preme per un riferimento allo scostamento nella risoluzione al Dfp che va in aula giovedì. Se gli alleati facessero muri, presenterete una risoluzione in solitaria?

«Nessuno penso voglia alzare muri per separare le difficoltà degli italiani dalle decisioni politiche necessarie. Di certo non possiamo continuare a fare decreti benzina da mezzo miliardo al mese ancora per molto senza un intervento strutturale sui conti. Abbiamo bisogno di disporre di risorse ampie che non siano solo collegate al contenimento dei prezzi a breve, perché gli effetti della crisi si sono estesi come si estende un ematoma dopo una caduta. Per riassorbirsi ci vogliono tempo e cure adeguate».

Nomine. Si parla di un possibile scambio, Freni alla Consob e l’Antitrust a un esponente di FI. Vi convince? E perché gli azzurri stanno battagliando così sul vostro sottosegretario?

«Questo è l’aspetto meno avvincente del momento. Comunque in politica valgono le stesse regole della fisica: prima o poi le caselle vuote si riempiono. Si spera di personalità capaci e competenti, e per quanto riguarda Consob per noi Freni ha entrambi i requisiti».

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