730, Cgil denuncia anomalia: “A rischio migliaia di contribuenti”. Il Fisco: “Risolto il problema”
a cura della redazione EconomiaROMA – Un errore nella Certificazione unica che rischiava di penalizzare migliaia di contribuenti, poi risolto dalla Agenzia delle entrate, che assicura la regolarità del servizio da domani pomeriggio “per tutti i contribuenti italiani, con oltre 1,3 miliardi di dati su redditi e spese già inseriti”. I fatti. Prima della correzione dell’Entrate la Cgil aveva inoltrato la denuncia sul disservizio al ministero dell’Economia lo scorso 21 aprile, alla quale, scrivono il segretario confederale della Cgil Christian Ferrari e la presidentessa del Consorzio nazionale Caaf Cgil Monica Iviglia, non avevano ricevuto risposta. Il tutto a poche ore dalla pubblicazione sul sito delle Entrate del modello precompilato 730 per la dichiarazione dei redditi.
ROMA – Un errore nella Certificazione unica che rischiava di penalizzare migliaia di contribuenti, poi risolto dalla Agenzia delle entrate, che assicura la regolarità del servizio da domani pomeriggio “per tutti i contribuenti italiani, con oltre 1,3 miliardi di dati su redditi e spese già inseriti”. I fatti. Prima della correzione dell’Entrate la Cgil aveva inoltrato la denuncia sul disservizio al ministero dell’Economia lo scorso 21 aprile, alla quale, scrivono il segretario confederale della Cgil Christian Ferrari e la presidentessa del Consorzio nazionale Caaf Cgil Monica Iviglia, non avevano ricevuto risposta. Il tutto a poche ore dalla pubblicazione sul sito delle Entrate del modello precompilato 730 per la dichiarazione dei redditi.
Aliquote ridotte per i bonus, novità elettrodomestici: le detrazioni sulla casa nel 730 precompilato
Attraverso il monitoraggio delle strutture territoriali dell'organizzazione e dei suoi centri di assistenza fiscale, segnalava la Cgil, è emerso come "una quota significativa di sostituti d'imposta abbia rilasciato ai lavoratori dipendenti certificazioni uniche 2026 in cui risultano dati errati o assenti relativi alla natura del reddito di lavoro (art. 49, co.1 del Tuir), utili per verificare il diritto alla somma che non concorre alla formazione del reddito (cosiddetta somma aggiuntiva) o all'ulteriore detrazione per redditi di lavoro dipendente".
Modello 730 errato, le conseguenze
Fra questi sostituti figurano, ad esempio, le casse edili che hanno corrisposto l'Ape (Anzianità professionale edile), alcune amministrazioni pubbliche e non poche imprese private. Nelle Cu in questione i redditi di lavoro dipendente o loro indennità sostitutive sono stati certificati dal sostituto come redditi di lavoro dipendente non compresi fra i redditi di lavoro ex art. 49, comma 1 del Tuir. "Si tratta di un errore estremamente grave perché tali importi, è il caso di ribadirlo, sono fondamentali per determinare il calcolo della somma aggiuntiva e la corretta detrazione prevista dalla Legge di Bilancio 2025, benefici economici che l'attuale architettura del Modello 730 non permette di recuperare in sede di dichiarazione se il dato di partenza della certificazione è incompleto", afferma la Cgil.
La segnalazione al Mef
"Nonostante la richiesta di un intervento urgente per sollecitare una nuova emissione dei documenti corretti tramite una comunicazione istituzionale rivolta a tutti i sostituti d'imposta, e la proposta di escludere dalle sanzioni chi provvederà alla rettifica, dal Mef - dichiarano Christian Ferrari e Monica Iviglia - non è giunta alcuna risposta, né ci risulta si siano attivati nella direzione da noi indicata. Ormai mancano solo 24 ore alla messa a disposizione della dichiarazione precompilata nel cassetto fiscale dei cittadini, e non è affatto escluso che esse contengano Certificazioni Uniche sbagliate.
Risollecitiamo, anche pubblicamente, un'azione del ministero affinché il sistema rifletta la reale situazione reddituale delle lavoratrici e dei lavoratori, eliminando ogni ostacolo burocratico e aggiornando i flussi di dati. Un intervento tempestivo resta l'unica via percorribile per tutelare i redditi ed evitare che un errore tecnico si trasformi in un'ingiusta perdita economica per il lavoro dipendente".
La replica delle Entrate
“Dal pomeriggio di domani, 30 aprile 2026, sarà disponibile sul sito dell’Agenzia delle entrate la dichiarazione precompilata 2026 per tutti i contribuenti italiani, con oltre 1,3 miliardi di dati su redditi e spese già inseriti. Alcuni sostituti di imposta (datori di lavoro o enti pensionistici) nelle scorse settimane hanno rilevato delle anomalie nelle certificazioni uniche da loro predisposte e hanno immediatamente provveduto alla correzione e alla ritrasmissione delle stesse. Pertanto – dicono dall’Agenzia – la dichiarazione precompilata 2026 è stata già aggiornata con i nuovi dati pervenuti”.
Fino al 14 maggio la precompilata 2026 sarà disponibile “solo per la visualizzazione e nel caso in cui qualche sostituto dovesse rendersi conto di aver commesso degli errori nelle certificazioni emesse, lo stesso sostituto di imposta dovrà trasmettere all’Agenzia una certificazione rettificativa. I contribuenti interessati – conclude la nota delle Entrate – saranno informati della presenza della CU rettificativa nel cassetto fiscale con un avviso personalizzato visibile nella pagina web della dichiarazione precompilata”.