MILANO – Il primo bilancio della Giorgio Armani senza il fondatore del marchio del lusso scomparso lo scorso 4 settembre, termina sulla linea della continuità. Calano i ricavi ma crescono i margini, l’azienda è solida ma si assottiglia il tesoretto lasciato da Re Giorgio, e soprattutto il 2026 resta un anno sfidante, funestato dalla guerra in Medio Oriente e dai cambi sfavorevoli. Ricavi giù del …