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Bankitalia, prospettive di crescita deboli e incerte. Per le banche rischio deterioramento crediti

Il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta 

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Presentato il Rapporto sulla Stabilità Finanziaria. Le condizioni di provvista e di liquidità potrebbero peggiorare mettendo in difficoltà gli intermediari
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ROMA – C’è un prima e un dopo nel Rapporto sulla Stabilità finanziaria pubblicato oggi dalla Banca d’Italia. Il conflitto in Medio Oriente ha accresciuto le vulnerabilità dell’economia, in un contesto già caratterizzato da elevata incertezza. In più, tra i fattori interni c’è il debito pubblico, che «rimane una fonte di vulnerabilità. soprattutto in presenza di tensioni sui mercati finanziari internazionali».

Per cui le famiglie rischiano adesso una riduzione del potere d’acquisto, con un probabile deterioramento del clima di fiducia, e gli intermediari finanziari «sono esposti a rischi in caso di prolungamento del conflitto».

Banche, rischio rimborsi prestiti alle imprese

Per le banche, in particolare, si prospettano rischi legati all’aumento del costo della raccolta, per via dell’inasprimento delle condizioni sui mercati finanziari, e al deterioramento della qualità degli attivi, per le conseguenze che i rincari potrebbero avere sulla capacità di rimborso da parte delle imprese. Una…

ROMA – C’è un prima e un dopo nel Rapporto sulla Stabilità finanziaria pubblicato oggi dalla Banca d’Italia. Il conflitto in Medio Oriente ha accresciuto le vulnerabilità dell’economia, in un contesto già caratterizzato da elevata incertezza. In più, tra i fattori interni c’è il debito pubblico, che «rimane una fonte di vulnerabilità. soprattutto in presenza di tensioni sui mercati finanziari internazionali».

Per cui le famiglie rischiano adesso una riduzione del potere d’acquisto, con un probabile deterioramento del clima di fiducia, e gli intermediari finanziari «sono esposti a rischi in caso di prolungamento del conflitto».

Banche, rischio rimborsi prestiti alle imprese

Per le banche, in particolare, si prospettano rischi legati all’aumento del costo della raccolta, per via dell’inasprimento delle condizioni sui mercati finanziari, e al deterioramento della qualità degli attivi, per le conseguenze che i rincari potrebbero avere sulla capacità di rimborso da parte delle imprese. Una situazione legata alla guerra, visto che nel corso del 2025 le condizioni di redditività erano migliorate, e il credito aveva ripreso a espandersi, anche verso le imprese più piccole.

Assicurazioni, rischio minusvalenze latenti

Le assicurazioni, al momento in grande salute, rischiano, in caso che la guerra si prolunghi, che l'incremento dei rendimenti sui titoli a reddito fisso determini minusvalenze latenti.

Titoli di Stato più deboli

Si stanno già indebolendo i titoli di Stato italiani. In particolare, sul mercato secondario i volumi, pur restando consistenti, hanno registrato una flessione a fronte dell'incertezza su effetti e durata del conflitto in Medio Oriente. E, al di là della guerra, il rapporto segnala che nella seconda metà del 2025 è aumentata ulteriormente la quota di titoli di stato italiani detenuta da investitori esteri (al netto di quelli detenuti dall'eurosistema), prossima ormai al 30%.

Famiglie meno propense verso le spese rilevanti

Quanto alle famiglie, nel 2025 la ricchezza finanziaria è cresciuta e l’indebitamento rimane contenuto, in particolare quello a tasso variabile, che è più rischioso. Dopo lo scoppio del conflitto, però, le aspettative sulla situazione finanziaria personale e sul quadro economico generale sono peggiorate, ed è diminuita la propensione ad effettuare spese rilevanti.

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