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Nexi, il fondo Cvc pronto a offrire 9 miliardi ma solo se ci sarà il via libera del governo

(reuters)

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L’indiscrezione riferita dal Financial Times, secondo cui, per evitare il golden power, si sta valutando la cessione dei servizi digitali per il settore bancario all’azionista Cdp
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MILANO – A volte ritornano: il nome del fondo britannico Cvc rispunta per la terza volta in undici anni come possibile interessato ad acquisire l’italiana Nexi, che offre servizi digitali per i pagamenti (paytech). Secondo il Financial Times, il private equity starebbe valutando un’offerta da 9 miliardi per la società partecipata a maggioranza da Hellman & Friedman e da Cdp, rispettivamente al 22 e al 19% del capitale, e con un debito finanziario netto da 4,9 miliardi a fine 2025, a fronte di ricavi per 3,6 miliardi. Tuttavia, precisa il quotidiano britannico, Cvc non appare intenzionata a lanciare un’offerta su Nexi a meno di non incontrare il favore del governo Meloni.

Proprio per evitare che Palazzo Chigi eserciti il golden power, l’operazione potrebbe prevedere lo scorporo preventivo dei…

MILANO – A volte ritornano: il nome del fondo britannico Cvc rispunta per la terza volta in undici anni come possibile interessato ad acquisire l’italiana Nexi, che offre servizi digitali per i pagamenti (paytech). Secondo il Financial Times, il private equity starebbe valutando un’offerta da 9 miliardi per la società partecipata a maggioranza da Hellman & Friedman e da Cdp, rispettivamente al 22 e al 19% del capitale, e con un debito finanziario netto da 4,9 miliardi a fine 2025, a fronte di ricavi per 3,6 miliardi. Tuttavia, precisa il quotidiano britannico, Cvc non appare intenzionata a lanciare un’offerta su Nexi a meno di non incontrare il favore del governo Meloni.

Proprio per evitare che Palazzo Chigi eserciti il golden power, l’operazione potrebbe prevedere lo scorporo preventivo dei servizi digitali per il settore bancario, che potrebbero essere ritenuti di interesse nazionale strategico. A comprare si ipotizza possa essere la Cassa depositi e prestiti, come visto grande socia della paytech e controllata per oltre l’80% dal ministero dell’Economia.

Già nel 2015 e nel 2023 Cvc era parsa interessata alla società italiana dei pagamenti, che oggi a Piazza Affari vale 4,5 miliardi dopo che le azioni sono crollate negli ultimi cinque anni, passando dai massimi appena sotto quota 20 euro del giugno 2021 ai minimi in area 2,65 euro del 5 marzo scorso.

Anche a fronte di questi numeri, il 25 marzo i maggiori soci hanno scelto come nuovo amministratore delegato Bernardo Mingrone, al posto di Paolo Bertoluzzo, che era stato al timone nell’ultimo decennio. Subito dopo la sua nomina, Mingrone, che già risultava avere in portafoglio 1,9 milioni di azioni, ha comprato altri 327.868 titoli Nexi, al prezzo medio di 3 euro l’uno e per un controvalore di quasi 1 milione di euro. La stessa cosa ha fatto, il 27 marzo, il presidente Marcello Sala, che ha acquistato poco più di 160mila azioni a circa 3 euro l’una.

Dalla nomina del nuovo numero uno, il titolo in Borsa ha recuperato il 26% ai 3,86 euro di ieri, prezzo comunque ancora molto lontano dai valori di carico dei soci. Che quindi, se effettivamente Cvc muoverà su Nexi, dovranno decidere se continuare sulla strada imboccata appena un mese fa o se prenderne una nuova.

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