✕

Meno armi, più welfare e stipendi da aumentare: l’opposizione in campo

(lapresse)

Ascolta l'audio

Pd, M5s, Avs e Italia Viva passano in rassegna i fallimenti dell’esecutivo e mettono sul tavolo la loro proposta: “Salvare il potere d’acquisto”
2 minuti di lettura

ROMA – Ormai siamo al ribaltamento dei ruoli: antipasto di quel che potrebbe accadere alle prossime politiche. Mentre la maggioranza continua a litigare sulla risoluzione che accompagna il documento di finanza pubblica attesa domani al voto delle Camere, le opposizioni si compattano e presentano un unico testo che, oltre a fotografare tutti i fallimenti delle ricette economiche del governo, tratteggia i punti chiave del programma per l’alternativa che verrà.

La bozza di mozione a cui sta lavorando il centrosinistra, esclusa Azione, parte da un’accurata disamina degli obiettivi mancati negli ultimi quattro anni a guida Meloni e pone come priorità assoluta la crescita: fattore determinante per rilanciare un Paese zavorrato dalle scelte miopi del centrodestra. Indicando le soluzioni per allinearla alla media europea: dal salario minimo alla restituzione del fiscal drag per sostenere i consumi, dall’imposta sugli extraprofitti di banche e colossi energetici alla diminuzione delle spese mi…

ROMA – Ormai siamo al ribaltamento dei ruoli: antipasto di quel che potrebbe accadere alle prossime politiche. Mentre la maggioranza continua a litigare sulla risoluzione che accompagna il documento di finanza pubblica attesa domani al voto delle Camere, le opposizioni si compattano e presentano un unico testo che, oltre a fotografare tutti i fallimenti delle ricette economiche del governo, tratteggia i punti chiave del programma per l’alternativa che verrà.

La bozza di mozione a cui sta lavorando il centrosinistra, esclusa Azione, parte da un’accurata disamina degli obiettivi mancati negli ultimi quattro anni a guida Meloni e pone come priorità assoluta la crescita: fattore determinante per rilanciare un Paese zavorrato dalle scelte miopi del centrodestra. Indicando le soluzioni per allinearla alla media europea: dal salario minimo alla restituzione del fiscal drag per sostenere i consumi, dall’imposta sugli extraprofitti di banche e colossi energetici alla diminuzione delle spese militari, fino all’aumento dell’assegno unico per aiutare le famiglie.

Le critiche delle opposizioni

Secondo Pd, M5s, Avs e Italia Viva, il Dfp illustrato ieri dal ministro Giorgetti è infatti l’istantanea di un disastro: non solo rivede al ribasso le stime del Pil, ma segnala il record del debito pubblico al 138,6%; l’insostenibile pressione fiscale al 43,1%, «il livello più alto degli ultimi undici anni, con un incremento di 1,2 punti rispetto all’anno prima»; la questione salariale, con stipendi reali «ancora sotto i livelli pre-Covid», che «continua ad aggravarsi, comprimendo i consumi e riducendo la domanda interna, unico vero motore della crescita italiana». A cui va aggiunto il flop sull’uscita dalla procedura di infrazione europea, «mancata per 1,6 miliardi e non 600 milioni come affermato dal governo. Al cui raggiungimento ha inutilmente orientato l’intera politica economica, con effetti pesanti in termini di contenimento della spesa e degli investimenti pubblici in settori cruciali quali sanità, previdenza e fisco».

La risoluzione unitaria

Serve un cambiamento radicale: questo suggerisce la risoluzione unitaria dei progressisti. A iniziare dalle iniziative in ambito Ue: in quella sede il governo dovrà impegnarsi a varare un piano di investimenti comuni sul modello del Next Generation Eu finalizzato alla crescita; a promuovere una revisione del Patto di stabilità che dia la possibilità di scorporare dal calcolo del deficit le spese per istruzione, sanità, green e energie rinnovabili, così da evitare pesanti tagli allo stato sociale; ridurre i costi dell’energia per cittadini e imprese mediante una riforma del «meccanismo di formazione dei prezzi del gas naturale» che vanno disaccoppiati da quelli dell’elettricità per ridurre le bollette e aumentare la competitività.

Sul piano interno, invece, le proposte sono puntate a ridare fiato a famiglie e tessuto produttivo. Per far ripartire i consumi bisognerebbe innanzitutto allineare i redditi medi a quelli europei, cominciando dall’introduzione del salario minimo e dal rafforzamento della contrattazione collettiva. Varare una riforma fiscale che garantisca la piena progressività e porti ad abbassare le tasse «al fine di preservare il potere d’acquisto», scongiurando nuovi condoni. Studiare meccanismi per compensare e redistribuire le maggiori entrate derivanti da capitale (speculazione, eventi eccezionali) e dalla lotta all’evasione, inclusi i “giganti del web” e l’elusione internazionale.

Quanto alle imprese, si raccomanda di sostenere gli investimenti, predisponendo un piano di rilancio della produzione industriale mediante incentivi mirati all’innovazione tecnologica e digitale, alla riconversione ecologica e agli aiuti al settore manifatturiero, oltre che ai settori più esposti agli effetti delle guerre.

Ultimo capitolo, ancora in fase di limatura: le forniture militari. Il centrosinistra unito chiede al governo una graduale diminuzione delle spese per le armi che insistono sul bilancio dello Stato per non distrarre risorse dalle misure di carattere sociale. Di riconsiderare gli impegni assunti in sede Nato. E garantire che un eventuale scostamento sia indirizzato al contrasto della povertà, alla sanità pubblica, a famiglie e imprese colpite dalla crisi energetica.

Leggi i commenti