Pizza e bibita. Semplice. Un tempo era la combo preferita dai giovani che il sabato sera volevano risparmiare qualche soldo. O delle famiglie, per una cena economica. Un tempo, per l’appunto, perché ormai anche andare in pizzeria può diventare un salasso. In alcune zone d’Italia più che in altre. In generale, rispetto allo scorso anno, i prezzi sono aumentati del 4,4 per cento, mentre del 26 rispetto a cinque anni fa. La città più cara è Bolzano, la meno cara Reggio Calabria. E in tre città sorprendentemente nel menu i numeri sono inferiori rispetto a quelli del 2025.
Le città più care
I dati sono stati elaborati da Altroconsumo sulle rilevazioni di febbraio 2026 dell’osservatorio Prezzi e tariffe del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sono state selezionate 30 città – in base a quelle in cui è più facile trovare dati completi – e la prima è proprio quella del Trentino-Alto Adige. A Palermo invece la media è poco più bassa, di 14,56 euro, mentre al terzo posto si trova inasp…
Pizza e bibita. Semplice. Un tempo era la combo preferita dai giovani che il sabato sera volevano risparmiare qualche soldo. O delle famiglie, per una cena economica. Un tempo, per l’appunto, perché ormai anche andare in pizzeria può diventare un salasso. In alcune zone d’Italia più che in altre. In generale, rispetto allo scorso anno, i prezzi sono aumentati del 4,4 per cento, mentre del 26 rispetto a cinque anni fa. La città più cara è Bolzano, la meno cara Reggio Calabria. E in tre città sorprendentemente nel menu i numeri sono inferiori rispetto a quelli del 2025.
Le città più care
I dati sono stati elaborati da Altroconsumo sulle rilevazioni di febbraio 2026 dell’osservatorio Prezzi e tariffe del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sono state selezionate 30 città – in base a quelle in cui è più facile trovare dati completi – e la prima è proprio quella del Trentino-Alto Adige. A Palermo invece la media è poco più bassa, di 14,56 euro, mentre al terzo posto si trova inaspettatamente Sassari, dove la media è di 14,53 euro. Seguono le più prevedibili Milano e Venezia, dove si spendono rispettivamente 14,02 e 13,84 euro. E Roma? È a metà classifica, con una media di 11,45 euro. Mentre Napoli, dove le pizzerie sono mete turistiche al pari dei monumenti, è tra le più economiche, con poco meno di 11 euro.
Dove si spende meno
Le città in cui si spende meno di 10 euro – sempre in media – sono mosche bianche. Solo due, in questa classifica: Livorno, dove un cliente può cavarsela con 9,53 euro, e Reggio Calabria, la più economica d’Italia, con 9,47 euro. Bene comunque anche Bari, Parma, Pescara e Catanzaro.
Le differenze da locale a locale
Curiose sono le differenze di prezzo da locale a locale nella stessa città: il divario più ampio si registra a Palermo, dove si possono trovare pizzerie in cui si può mangiare e bere con 9 euro, così come altre dove bisogna sborsarne 28.
I rincari
E i prezzi non fanno che aumentare (di pari passo con quelli delle materie prime). L’aumento più significativo rispetto al 2025 si registra a Udine, dove si paga quasi il 13 per cento in più. E in doppia cifra vanno anche Bari e Pescara. Però, sorprendentemente, ci sono anche grandi centri in cui si paga meno dello scorso anno: è il caso di Parma (-9,3 per cento), Venezia (-3,2 per cento) e, di poco, anche Perugia (-0,3 per cento).
Il panino al bar
Allora si può pensare: optiamo per un panino al bar. Ma anche qui non va meglio: il prezzo è aumentato del 5 per cento rispetto al 2025 e del 23,5 per cento rispetto al 2021. In media si spende 4 euro. Ma si passa dai 2,30 di Terni, dove i prezzi sembrano fermi a un decennio fa, ai (quasi) 6 euro di Trento, seguita a breve distanza da Milano con 5,83 euro.