Nessun rimborso da Netflix per i rincari degli abbonamenti: class action per 200mila utenti
di Alessandro LongoNetflix non ha ancora rimborsato gli utenti e così Movimento Consumatori comincia a lavorare sulla class action. Obiettivo, fare ottenere fino a 500 euro a chi ha subito rincari che il Tribunale di Roma ad aprile aveva considerato illegittimi. L’associazione consumatori, che aveva promosso la causa presso il tribunale, ha infatti mandato una mail a chi aveva fatto la preadesione alla class action: “Fai parte delle oltre 220mila persone interessate ad ottenere i rimborsi con il nostro aiuto. È una mobilitazione di massa senza precedenti nella storia del consumerismo italiano che ci dà forza per chiedere il rispetto dei diritti di tutti. Ad oggi Netflix non ha manifestato l’intenzione di procedere spontaneamente alla restituzione degli aumenti illegittimi. È ora di passare all’azione!”, si legge. Va detto che la sentenza non stabilisce modalità del rimborso né un automatismo. Stabilisce solo che gli utenti ne hanno diritto e chiede a Netflix di comunicarlo loro entro 90 giorni (con 700 …
Netflix non ha ancora rimborsato gli utenti e così Movimento Consumatori comincia a lavorare sulla class action. Obiettivo, fare ottenere fino a 500 euro a chi ha subito rincari che il Tribunale di Roma ad aprile aveva considerato illegittimi. L’associazione consumatori, che aveva promosso la causa presso il tribunale, ha infatti mandato una mail a chi aveva fatto la preadesione alla class action: “Fai parte delle oltre 220mila persone interessate ad ottenere i rimborsi con il nostro aiuto. È una mobilitazione di massa senza precedenti nella storia del consumerismo italiano che ci dà forza per chiedere il rispetto dei diritti di tutti. Ad oggi Netflix non ha manifestato l’intenzione di procedere spontaneamente alla restituzione degli aumenti illegittimi. È ora di passare all’azione!”, si legge. Va detto che la sentenza non stabilisce modalità del rimborso né un automatismo. Stabilisce solo che gli utenti ne hanno diritto e chiede a Netflix di comunicarlo loro entro 90 giorni (con 700 euro di sanzione per ogni giorno di ritardo), quindi entro il primo luglio 2026.
La class action: interessati fino a 220mila utenti
La differenza tra il diritto al rimborso e la possibilità effettiva di ottenerlo si può coprire solo in due modi. Il primo è pacifico: Netflix lo concede spontaneamente. Il secondo: una class action dei consumatori, sulla base di quella sentenza del tribunale, forza l’azienda a darlo. Movimento Consumatori, come spiega a Repubblica, già suppone che solo la seconda via sarà percorribile e quindi procede con la class action, ancora non depositata. Per ora sta raccogliendo le adesioni. “Per poter inviare questa richiesta anche a tuo nome, autorizzaci compilando in pochi secondi questo modulo. Terremo aperto questo servizio per tutto maggio 2026!”, scrive nella mail.
“Movimento Consumatori avvierà una class action affinché Netflix sia condannata a restituire gli aumenti che il tribunale di Roma ha già ritenuto illegittimi. La class action (se vuoi approfondire di cosa si tratta) è una causa collettiva che consente il risarcimento del danno a chi aderisce all’azione. Ti informeremo quando l’azione sarà avviata con il deposito del ricorso”. Da notare che questo è un modulo ulteriore rispetto a quello che l’associazione ha proposto ai consumatori a valle della sentenza. Vanno firmati entrambi se si vuole aderire alla class action, gratuita per il consumatore.
In più, l’associazione nota che “nei giorni scorsi Netflix, anziché adempiere agli ordini del tribunale di Roma, ha comunicato un aggiornamento delle condizioni di utilizzo e dell’informativa privacy che nasconde una unilaterale e probabilmente illegittima modifica delle condizioni di contratto per tutti coloro che abbiano attivato l’abbonamento prima del 17 aprile 2025. Il nostro team legale è al lavoro anche su questo e ti aggiorneremo a breve”. Dall’associazione spiegano che è una novità introdotta nei contratti Netflix il 17 aprile 2026 per permettere all’azienda di modificarli (ossia fare rincari) e sul punto daranno altre informazioni in seguito. Sul punto da Netflix fanno sapere che si tratta di un consueto aggiornamento annuale che non ha nulla a che vedere con la specifica questione.
La posizione di Netflix
Il colosso dello streaming, contattata da Repubblica, dice che non ci sono novità rispetto a quanto aveva dichiarato dopo la sentenza. Resta quindi che si opporrà alla decisione del Tribunale. “Presenteremo ricorso contro la decisione – si legge – In Netflix i nostri abbonati vengono prima di tutto. Prendiamo molto sul serio i diritti dei consumatori e crediamo che le nostre condizioni siano sempre state in linea con la normativa e le prassi italiane”.