Von der Leyen, dalla guerra stangata sull’energia per i 27: “Extra costi per 500 milioni al giorno”
dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES – “Le misure devono essere mirate solo a famiglie e settori più vulnerabili, evitando di alimentare la domanda di gas e petrolio". È questa l’indicazione fornita dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, durante la riunione del Parlamento europeo a Strasburgo per affrontare la crisi energetica. "Durante l'ultima crisi – ha ricordato - , solo un quarto degli aiuti d'emergenza è stato destinato in modo mirato a famiglie e imprese vulnerabili. Oltre 350 miliardi di euro sono stati spesi in misure non mirate. Questo ha avuto un impatto pesante sui conti pubblici dei Paesi e ha indebolito le misure a chi ne aveva più bisogno. Non ripetiamo lo stesso errore”.
La leader dell’esecutivo comunitario ha poi ricordato che nell'attuale bilancio …
BRUXELLES – “Le misure devono essere mirate solo a famiglie e settori più vulnerabili, evitando di alimentare la domanda di gas e petrolio". È questa l’indicazione fornita dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, durante la riunione del Parlamento europeo a Strasburgo per affrontare la crisi energetica. "Durante l'ultima crisi – ha ricordato - , solo un quarto degli aiuti d'emergenza è stato destinato in modo mirato a famiglie e imprese vulnerabili. Oltre 350 miliardi di euro sono stati spesi in misure non mirate. Questo ha avuto un impatto pesante sui conti pubblici dei Paesi e ha indebolito le misure a chi ne aveva più bisogno. Non ripetiamo lo stesso errore”.
La leader dell’esecutivo comunitario ha poi ricordato che nell'attuale bilancio europeo abbiamo stanziato quasi 300 miliardi di euro per l'energia, di cui 95 miliardi sono ancora disponibili. Sfruttiamo questa opportunità per passare subito all'elettricità, non solo nei trasporti, ma anche nell'industria e nel riscaldamento". Un modo per ribadire che al momento non ci sono i termini per una sospensione generale del Patto di Stabilità o per prevedere ulteriori sostegni economici da parte dell’Unione. Von der Leyen ha quindi ammesso che le conseguenze della guerra in Iran “potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni a venire”.
E quindi il primo obiettivo è quello di porre fine al conflitto e riaprire lo Stretto di Hormuz. Anche perché “in soli 60 giorni la nostra spesa per l'import di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro. Stiamo perdendo quasi 500 milioni al giorno”. A suo giudizio, allora, per evitare situazioni analoghe in futuro “la strada da seguire è ovvia: dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati e potenziare la nostra produzione interna di energia pulita e a prezzi contenuti”.
Gli aiuti di Stato già concordati
La Commissione ha poi annunciato di aver adottato un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato già concordati, in vigore fino al 31 dicembre 2026. L’esecutivo risponde così alle indicazioni dell’ultimo Consiglio europeo del 19 marzo, mettendo in campo uno strumento mirato e limitato nel tempo per affrontare gli effetti della crisi energetica per la guerra in Medio Oriente su alcuni dei settori più esposti dell'economia.
Nel dettaglio, per agricoltura, pesca, trasporti terrestri (strada, ferrovia e vie navigabili interne) e trasporto marittimo a corto raggio intra-Ue, gli Stati membri potranno compensare fino al 70% dei costi aggiuntivi sostenuti dai beneficiari a causa dell'aumento dei prezzi di carburante e fertilizzanti. I costi aggiuntivi totali saranno calcolati sul consumo attuale o più recente del beneficiario prima della crisi. Per questi settori, un'opzione semplificata faciliterà l'accesso agli aiuti: gli Stati membri potranno calibrare gli importi in base a elementi come dimensioni e tipologia delle attività, stime generali del consumo di carburante o altri indicatori pertinenti, senza richiedere prove dettagliate del consumo effettivo. Con questa opzione, ciascun beneficiario potrà ricevere fino a 50mila euro.
Per le industrie ad alta intensità energetica ammissibili ai regimi temporanei di agevolazione sui prezzi dell'elettricità sarà possibile aumentare l'intensità degli aiuti dal 50% fino al 70% del costo dell'elettricità per i consumi ammissibili, coprendo fino al 50% del consumo totale del beneficiario. Non sarà richiesto alcun ulteriore incremento degli sforzi di decarbonizzazione. Le misure previste dal Metsaf dovranno essere notificate alla Commissione, che garantirà una procedura di approvazione rapida. La Commissione si è dichiarata pronta a valutare, caso per caso e nel rispetto di specifici requisiti, misure temporanee che includano anche la sovvenzione del costo del combustibile per la produzione di energia elettrica a gas, al fine di ridurre i costi complessivi dell'elettricità.