ROMA – L’arbitro italiano delle comunicazioni (il Garante AgCom) chiede alla Commissione Ue una “valutazione” sui servizi di Google che possono arrecare danno all’editoria giornalistica professionale. Sotto la lente del Garante finiscono AI Overviews e AI Mode.
Spiega il Garante che “l’iniziativa ha preso avvio da una segnalazione” a firma degli editori della Fieg. La Fieg ha richiamato l’attenzione sugli “effetti pregiudizievoli” che in particolare AI Overviews ha scaricato su “utenti, consumatori e imprese italiane”.
La Fieg segnala “una significativa riduzione della visibilità e reperibilità dei contenuti editoriali che, da un lato, metterebbe a repentaglio la sostenibilità economica degli editori e degli autori, in particolare di quelli più piccoli e indipendenti; e dall’altro inciderebbe sulla libertà di espressione e di informazione e sul pluralismo delle fonti”.
Le allucinazioni
Denuncia inoltre il rischio che le risposte dell’intelligenza artificiale “contengano errori, imprecisioni o persino informazioni inventate (“allucinazioni”)” senza offrire all’utente “la possibilità di verificarne facilmente le fonti”.
Dopo le audizioni di Google, Fieg e Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), il Garante sottopone la questione alla Commissione Ue “perché ne valuti la fondatezza ai fini dell’eventuale avvio di una indagine per la possibile violazione di alcuni obblighi” del Digital Services Act (Dsa).
Il regolamento comunitario DSA impone alle piattaforme e ai motori di ricerca di dimensioni grandi di mitigare i “rischi sistemici”, anche per la libertà di informazione e il pluralismo dei media. La decisione del Garante è stata presa con il voto contrario della Commissaria Elisa Giomi.
L’equo compenso
Su proposta del presidente Giacomo Lasorella, il Garante fa un’ulteriore mossa, stavolta in materia di “tutela del diritto d’autore e di determinazione dell’equo compenso per l’utilizzo online di contenuti editoriali”.
Viene creato un tavolo permanente di confronto tra Google, altre piattaforme che volessero aderire ed editori. L’obiettivo è “sviluppare un dialogo sui temi del copyright, dell’intelligenza artificiale e della tutela del pluralismo”.