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Dfp, via al voto. Giorgetti: “Flessibilità per gli aiuti. Sullo scostamento decide il Parlamento”

Il ministro dell’Economia traccia la strategia con Bruxelles. Tra le richieste, anche la possibilità di adottare misure “mirate e temporanee” per famiglie e imprese. La risoluzione del centrodestra
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ROMA - Un conto è la flessibilità, un altro lo scostamento. Nella risoluzione di maggioranza al Documento di finanza pubblica, al voto nelle aule di Camera e Senato, c’è la prima. “Nel quadro della governance europea”, specifica il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti quando arriva a Montecitorio per partecipare ai lavori. Non è una questione tecnica. La richiesta di flessibilità per gli aiuti contro il caro energia presuppone un dialogo con l’Europa. E un’autorizzazione per procedere poi con la deviazione dal percorso della spesa concordato proprio con Bruxelles. Inserire la parola scostamento nel testo, invece, è una forzatura. Come a dire: l’Italia ha già deciso da sola. Una posizione, quest’ultima, sostenuta dalla Lega, il partito di Giorgetti, che ieri ha insistito tutto il giorno per la linea massimalista.

ROMA - Un conto è la flessibilità, un altro lo scostamento. Nella risoluzione di maggioranza al Documento di finanza pubblica, al voto nelle aule di Camera e Senato, c’è la prima. “Nel quadro della governance europea”, specifica il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti quando arriva a Montecitorio per partecipare ai lavori. Non è una questione tecnica. La richiesta di flessibilità per gli aiuti contro il caro energia presuppone un dialogo con l’Europa. E un’autorizzazione per procedere poi con la deviazione dal percorso della spesa concordato proprio con Bruxelles. Inserire la parola scostamento nel testo, invece, è una forzatura. Come a dire: l’Italia ha già deciso da sola. Una posizione, quest’ultima, sostenuta dalla Lega, il partito di Giorgetti, che ieri ha insistito tutto il giorno per la linea massimalista.

La risoluzione

Parlando della risoluzione trasmessa ieri sera ai partiti di maggioranza, Giorgetti spiega che la richiesta di flessibilità si riferisce “all’utilizzo degli strumenti previsti dalla governance”, tra cui rientrano “gli articoli 25 e 26” del Patto di stabilità. Prevedono, rispettivamente, la deroga generale al Patto e la clausola nazionale per circostanze eccezionali.

Ecco perché nel testo della risoluzione si chiede di “attivare tutte le opportune iniziative, nelle sedi europee competenti, per sfruttare la flessibilità” del Patto “in materia di sicurezza economica ed energetica”.

C’è anche la richiesta di adottare misure fiscali "mirate e temporanee” per mitigare gli aumenti dei carburanti che colpiscono le famiglie, in particolare quelle più disagiate, e per aiutare le industrie energivore, tassando gli extraprofitti delle società energetiche con “una soluzione a livello Ue”.

A suggello del compromesso con la Ue ci sono il rispetto del "percorso della spesa netta previsto nelle raccomandazioni del Consiglio del gennaio 2025” e “l’implementazione delle riforme e degli investimenti”.

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