Ue, stretta sugli influencer finanziari: il Parlamento europeo chiede garanzie per gli investitori
di Rosaria AmatoROMA – Una regolamentazione europea per obbligare gli influencer finanziari a chiarire quando un loro post è frutto di un’analisi obiettiva, e quando invece si limita a promuovere un tipo di investimento dietro retribuzione, e si tratta dunque di uno spot pubblicitario mascherato. A chiederlo è il Parlamento europeo, che ha appena approvato una risoluzione per chiedere alla Commissione di procedere con una proposta legislativa (il Parlamento non ha poteri di iniziativa legislativa). La risoluzione ha ottenuto 502 voti favorevoli, 46 contrari e 42 astensioni.
Il 97% degli influencer del settore finanziario pubblica contenuti commerciali, attesta la relazione del Parlamento, ma solo circa il 20% indica sistematicamente che i propri post sono pubblicitari. E il 38% non utilizza le etichette fornite dalla piattaforma, come "partnership a pagamento", optando invece per termini vaghi come "collaborazione" o "grazie al marchio”. Una situazione che espone a grave rischio gli investitori che m…
ROMA – Una regolamentazione europea per obbligare gli influencer finanziari a chiarire quando un loro post è frutto di un’analisi obiettiva, e quando invece si limita a promuovere un tipo di investimento dietro retribuzione, e si tratta dunque di uno spot pubblicitario mascherato. A chiederlo è il Parlamento europeo, che ha appena approvato una risoluzione per chiedere alla Commissione di procedere con una proposta legislativa (il Parlamento non ha poteri di iniziativa legislativa). La risoluzione ha ottenuto 502 voti favorevoli, 46 contrari e 42 astensioni.
Il 97% degli influencer del settore finanziario pubblica contenuti commerciali, attesta la relazione del Parlamento, ma solo circa il 20% indica sistematicamente che i propri post sono pubblicitari. E il 38% non utilizza le etichette fornite dalla piattaforma, come "partnership a pagamento", optando invece per termini vaghi come "collaborazione" o "grazie al marchio”. Una situazione che espone a grave rischio gli investitori che mancano di competenze finanziarie di base, e che sono portati a scegliere senza poter distinguere un’analisi obiettiva da un’indicazione meramente pubblicitaria.
Anche perché gli influencer finanziari, rilevano gli eurodeputati, sono diventati una fonte primaria di informazioni finanziarie soprattutto per i giovani. Se da un lato quindi i "finfluencer" possono svolgere un ruolo positivo nell'aumentare la consapevolezza e la partecipazione ai mercati finanziari, dall'altro creano un ambiente ad alto rischio per la pubblicità occulta, i conflitti di interesse, le affermazioni fuorvianti e la rapida diffusione di truffe, inclusi i deepfake basati sull'intelligenza artificiale.
Nella risoluzione approvata oggi i deputati europei chiedono standard minimi per le comunicazioni dei finfluencer, tra cui una chiara etichettatura delle collaborazioni a pagamento, avvisi sui rischi in linguaggio semplice e la divulgazione dei conflitti di interesse. Le piattaforme dovrebbero svolgere un ruolo più incisivo, fornendo strumenti di "verifica della tua promozione" con conseguenze chiare per gli influencer coinvolti in attività fraudolente e collaborando con le autorità per rimuovere tempestivamente i contenuti illegali e dannosi.
«Esiste una netta maggioranza a favore del trattamento dell'alfabetizzazione finanziaria come una vera e propria priorità europea, con maggiori poteri per i cittadini, una più forte tutela dei consumatori e una maggiore responsabilità. – rileva la relatrice della risoluzione, la deputata portoghese del Ppe Lidia Pereira - L'Europa deve garantire maggiore trasparenza, controlli più rigorosi e ridurre al minimo frodi, manipolazioni e conflitti di interesse occulti. L'alfabetizzazione finanziaria dovrebbe essere promossa dalla scuola fino alla pensione, in modo che le persone possano orientarsi nelle scelte finanziarie con maggiore fiducia, sicurezza e autonomia».