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Coldiretti, appello contro la regola dell’ultimo miglio. “Non basta perché il prodotto sia italiano”

Il presidente di Coldiretti Ettore Prandini consegna al commissario Ue Varhelyi la petizione per chiedere la modifica del codice doganale europeo 

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La battaglia per le etichette alimentari trasparenti è cara all’associazione dell’agricoltura italiana. Consegnato al commissario Ue alla Salute, OIiver Varhelyi, una petizione con un milione di firme per modificare il codice doganale
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ROMA – Basta l’ultimo miglio della trasformazione alimentare perché un prodotto sia a tutti gli effetti “italiano”: lo prevede il codice doganale europeo, una norma contro la quale Coldiretti si batte da tempo. Giovedì scorso, in occasione della visita in Italia del commissario Ue alla Salute OIiver Varhelyi, che ha incontrato anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini ha consegnato un appello con un milione di firme per la modifica della normativa europea.

«Bisogna riformare l’attuale codice doganale»

«Serve un’alleanza strategica europea per estendere l’indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta a tutti i prodotti alimentari in commercio nell’Unione Europea e riformare l’attuale codice doganale. L’Ue deve arrivare a u…

ROMA – Basta l’ultimo miglio della trasformazione alimentare perché un prodotto sia a tutti gli effetti “italiano”: lo prevede il codice doganale europeo, una norma contro la quale Coldiretti si batte da tempo. Giovedì scorso, in occasione della visita in Italia del commissario Ue alla Salute OIiver Varhelyi, che ha incontrato anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini ha consegnato un appello con un milione di firme per la modifica della normativa europea.

«Bisogna riformare l’attuale codice doganale»

«Serve un’alleanza strategica europea per estendere l’indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta a tutti i prodotti alimentari in commercio nell’Unione Europea e riformare l’attuale codice doganale. L’Ue deve arrivare a un elemento di trasparenza, dando la possibilità ai cittadini di non essere ingannati e di sapere esattamente quello che acquistano in modo libero, trasparente, legato a quella che è la provenienza del cibo proveniente dai vari stati membri».

Coldiretti cita ad esempio il caso del latte: poche settimane fa si è raggiunto al ministero dell’Agricoltura un accordo per fermare la caduta libera del prezzo, eppure «in Italia arrivano quasi 10 milioni di quintali di latte straniero, assieme ad altri 4,3 milioni di quintali di cagliate, formaggi e altri latticini, con una pressione al ribasso sui prezzi di quello italiano che danneggia gli allevatori nazionali e alimenta inganni e frodi ai danni dei cittadini consumatori».

Etichetta d’origine obbligatoria su tutti i prodotti alimentari

Secondo Coldiretti è necessaria l’introduzione dell’etichettatura obbligatoria d’origine su tutti i prodotti alimentari in commercio nell’Unione europea e la modifica della norma dell’ultima trasformazione sostanziale prevista dall’attuale codice doganale. «Nonostante l’Italia disponga di un sistema di controlli tra i più avanzati al mondo, è necessario un intervento a livello europeo per superare un meccanismo che consente l’italianizzazione dei prodotti stranieri, sottraendo ogni anno circa 20 miliardi di euro agli agricoltori», sostiene l’associazione agricola.

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