MILANO – Con un 99% di sì i soci di Intesa Sanpaolo approvano il bilancio 2025, chiuso con 9,3 miliardi di utile («il più alto della nostra storia») e 6,5 miliardi di dividendi. La maggiore banca del Paese, che a febbraio ha varato il piano al 2029, stima circa 10 miliardi di utili quest’anno. E l’8 maggio pubblicherà i conti del primo trimestre, che secondo gli operatori dovrebbe portare circa 2,5 miliardi di utile, in linea con le attese per l’annata. «Nel 2025 la nostra banca ha raggiunto una redditività tra le più elevate nel panorama europeo - ha detto l’ad Carlo Messina -. La crescita delle commissioni e dell’attività assicurativa ha raggiunto livelli record, confermando la solidità del modello di business».
E sul futuro: «In uno scenario internazionale co…
MILANO – Con un 99% di sì i soci di Intesa Sanpaolo approvano il bilancio 2025, chiuso con 9,3 miliardi di utile («il più alto della nostra storia») e 6,5 miliardi di dividendi. La maggiore banca del Paese, che a febbraio ha varato il piano al 2029, stima circa 10 miliardi di utili quest’anno. E l’8 maggio pubblicherà i conti del primo trimestre, che secondo gli operatori dovrebbe portare circa 2,5 miliardi di utile, in linea con le attese per l’annata. «Nel 2025 la nostra banca ha raggiunto una redditività tra le più elevate nel panorama europeo - ha detto l’ad Carlo Messina -. La crescita delle commissioni e dell’attività assicurativa ha raggiunto livelli record, confermando la solidità del modello di business».
E sul futuro: «In uno scenario internazionale complesso, il nostro modello conferma la capacità di generare risultati solidi e sostenibili. La crescita continuerà a essere guidata da leve interne, sinergie e sviluppo organico, con approccio rigoroso e selettivo nell’allocazione del capitale». Nessun cenno a eventuali acquisizioni: pur se la banca, che ha in programma buyback da un miliardo l’anno, non esclude di dirottare i fondi sui dossier che valgano la pena. «Il nuovo piano 2029 ci pone in posizione di forza, perché si basa su tecnologia, commissioni e un’alta qualità dell’attivo, leve già pienamente operative senza rischi di esecuzione», ha aggiunto l’ad.
«Gli ottimi risultati sono frutto di una pianificazione attenta e lungimirante e dell’impegno delle 90 mila persone del gruppo - ha detto il presidente Gian Maria Gros-Pietro -. Tali fattori ci hanno consentito di primeggiare tra gli intermediari, come attesta l’aumento cospicuo dei finanziamenti a imprese italiane, e il rapporto di fiducia costruito negli anni con famiglie e imprese». L’assemblea ha pure votato i compensi e i piani di incentivo, e un tetto di 7 milioni alla severance per l’ad (la sua buonuscita massima). Messina nel 2025 ha avuto compensi per 8,3 milioni, e quest’anno parte da 3,5 milioni di fisso, più 7 milioni di bonus e incentivi spalmati tra quattro e 10 anni, se la banca raggiungerà tutti gli obiettivi.