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Il lusso regge: Prada e Zegna crescono nel trimestre

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Nonostante il contesto incerto e l’effetto cambio i risultati sono positivi grazie all’America
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MILANO – Nonostante il contesto geopolitico e il cambio sfavorevole, Prada e Zegna chiudono entrambe un primo trimestre all’insegna della crescita.

Prada bene i negozi diretti, Versace secondo i piani

Il gruppo guidato da Patrizio Bertelli ha aumentato i ricavi a 1,428 miliardi, in aumento del 14% a cambi costanti e del 3% a livello organico. E nel dettaglio il marchio Prada è balzato in avanti dello 0,4%, Miu Miu del 2,4% (perché il primo trimestre del 2025 era balzato del 60%) e Versace ha contribuito con 143 milioni di ricavi «in linea» con le attese di un rilancio che richiederà tempo. Le vendite dei negozi di proprietà la fanno da padrone (+1% a 1,24 miliardi, ma +10% a parità di cambi) mentre a livello geografico le Americhe (+15 e più 34% a parità di valore) guidano la crescita, seguite dall’Asia Pacifico (+13%, +5% organico), mentre il Medio Oriente cala del 22%. «Il Medio Oriente, che è un’area molto vitale, ha frenato la crescita del trimestre — ha detto l’ad del gruppo Andr…

MILANO – Nonostante il contesto geopolitico e il cambio sfavorevole, Prada e Zegna chiudono entrambe un primo trimestre all’insegna della crescita.

Prada bene i negozi diretti, Versace secondo i piani

Il gruppo guidato da Patrizio Bertelli ha aumentato i ricavi a 1,428 miliardi, in aumento del 14% a cambi costanti e del 3% a livello organico. E nel dettaglio il marchio Prada è balzato in avanti dello 0,4%, Miu Miu del 2,4% (perché il primo trimestre del 2025 era balzato del 60%) e Versace ha contribuito con 143 milioni di ricavi «in linea» con le attese di un rilancio che richiederà tempo. Le vendite dei negozi di proprietà la fanno da padrone (+1% a 1,24 miliardi, ma +10% a parità di cambi) mentre a livello geografico le Americhe (+15 e più 34% a parità di valore) guidano la crescita, seguite dall’Asia Pacifico (+13%, +5% organico), mentre il Medio Oriente cala del 22%. «Il Medio Oriente, che è un’area molto vitale, ha frenato la crescita del trimestre — ha detto l’ad del gruppo Andrea Guerra — Miu Miu cresce da 5 anni e non è un fuoco di paglia, e anche Prada continua ad andare bene negli accessori e nella collezione donna».

Zegna cresce tutto tranne Browne

Il Gruppo Zegna invece cresce al traino delle collezioni maschili e sorprende con un trimestre di ricavi in aumento a 470,2 milioni (+2,5% e+ 7,4% a parità di valute), dove il marchio di casa aumenta i ricavi del 5,9% a 310,3 milioni (+11,3 a livello organico), i tessuti di lusso del 4,3% a 31,2 milioni, Tom Ford Fashion dello 0,4% a 67,7 milioni (e +5,4% a livello organico), mentre prosegue la ristrutturazione di Thom Browne, che cala del 9,4% a 58 milioni (e -3% a parità di cambi). «Il 2026 si è aperto con una performance positiva — dice il presidente esecutivo Gildo Zegna, confermando che anche aprile è andato bene — la crescita organica del gruppo del 7% è il risultato di una strategia di lungo periodo sviluppata nel tempo e implementata con disciplina e determinazione. Noi diciamo “Think slow act fast”. Il canale diretto ha registrato una crescita del 14% e le Americhe proseguono a due cifre».

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