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Come il boom dell’IA ha fatto ricca l’azienda di water intelligenti

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La giapponese Toto è volata in Borsa del 18% tornando ai massimi da 5 anni. A trainare le vendite non sono i sanitari ma la sua produzione di componenti per microchip
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ROMA – Tra i beneficiari della corsa all’IA che impegna i colossi tech per centinaia di miliardi di dollari c’è anche la giapponese Toto. Anche se deve il suo successo alla produzione di sanitari intelligenti. L’azienda, con più di 100 anni di storia, ha fatto fortuna con il washlet, un modello di water con doccino integrato di cui possiede il marchio di fabbrica. Diventata leader del settore in Giappone, ha poi travalicato i confini nazionali e i suoi prodotti hanno attirato interesse all’estero con una serie di funzionalità e comfort aggiuntivi. E i modelli Toto si sono così guadagnati la definizione di “water intelligenti”.

Toto corre grazie ai microchip per l’IA

Ma a far volare il titolo in Borsa ai massimi da 5 anni, con un balzo del 18% venerdì 1…

ROMA – Tra i beneficiari della corsa all’IA che impegna i colossi tech per centinaia di miliardi di dollari c’è anche la giapponese Toto. Anche se deve il suo successo alla produzione di sanitari intelligenti. L’azienda, con più di 100 anni di storia, ha fatto fortuna con il washlet, un modello di water con doccino integrato di cui possiede il marchio di fabbrica. Diventata leader del settore in Giappone, ha poi travalicato i confini nazionali e i suoi prodotti hanno attirato interesse all’estero con una serie di funzionalità e comfort aggiuntivi. E i modelli Toto si sono così guadagnati la definizione di “water intelligenti”.

Toto corre grazie ai microchip per l’IA

Ma a far volare il titolo in Borsa ai massimi da 5 anni, con un balzo del 18% venerdì 1 maggio, non sono le ceramiche. Toto ha attirato l’attenzione degli investitori per una sua linea di produzione “secondaria”, almeno per il grande pubblico. L’azienda è la seconda produttrice al mondo di chuck elettrostatici, utilizzati nell’industria dei semiconduttori per tenere insieme i wafer di silicio. Elementi essenziali alla realizzazione di microchip che servono a sfamare l’enorme richiesta di capacità di calcolo nei data center per l’IA.

L’impennata delle vendite di componenti per semiconduttori, realizzati in ceramica avanzata e in crescita del 34% su base annua, ha portato questa divisione a rappresentare oltre la metà dell’utile operativo di Toto, che è salito dell’11% a 53,8 miliardi di yen (circa 340 milioni di dollari) nell’anno concluso a marzo. Le previsioni di vendita sono in rialzo, +27% nel 2027, per questo Toto si è anche impegnato a investire circa 30 miliardi di yen per rafforzare la produzione su larga scala e incrementare la divisione ricerca e sviluppo entro l’anno successivo.

Il tutto arriva poi mentre la linea principale, quella dei sanitari, è in forte affanno a causa della guerra in Medio Oriente. La crisi delle forniture ha ridotto la disponibilità di materiali adesivi e plastiche, così la Toto a metà aprile ha sospeso i nuovi ordini per bagni prefabbricati. Anche se poi l’azienda ha sbloccato le richieste, e si aspetta un allentamento dei rischi da luglio, gli analisti sono rimasti tiepidi dai risultati presentati. “Le previsioni sugli utili sono appena sufficienti – ha affermato Masashi Miki, analista di Citi, come riferito dal Financial TImes – le ipotesi sul Medio Oriente comportano ancora rischi al ribasso.”

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