Carburante, bollette, frutta e verdura: il blocco di Hormuz costa alle famiglie 1.000 euro in più
di Massimo FerraroROMA – Due mesi di guerra in Iran e di blocco dello stretto di Hormuz costano alle famiglie italiane circa 1.000 euro in più all’anno. Colpa del prezzo del carburante, in rialzo con la crisi degli approvvigionamenti, che si trasmette a cascata sulle merci trasportate via terra, mare e aria. E il primo effetto lo ha certificato l’Istat registrando l’inflazione di aprile, in accelerazione al 2,8% (da +1,7% a marzo, su base annua). La “tassa Hormuz” costa agli italiani circa 1.000 in più all’anno a famiglia. Con un’incognita: la durata del conflitto. E la consapevolezza che per ristabilire la catena dei rifornimenti e riparare gli impianti danneggiati per tornare alla normalità non basteranno mesi, ci vorranno anni.
Quanto costa alle famiglie italiane la crisi di Hormuz
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ROMA – Due mesi di guerra in Iran e di blocco dello stretto di Hormuz costano alle famiglie italiane circa 1.000 euro in più all’anno. Colpa del prezzo del carburante, in rialzo con la crisi degli approvvigionamenti, che si trasmette a cascata sulle merci trasportate via terra, mare e aria. E il primo effetto lo ha certificato l’Istat registrando l’inflazione di aprile, in accelerazione al 2,8% (da +1,7% a marzo, su base annua). La “tassa Hormuz” costa agli italiani circa 1.000 in più all’anno a famiglia. Con un’incognita: la durata del conflitto. E la consapevolezza che per ristabilire la catena dei rifornimenti e riparare gli impianti danneggiati per tornare alla normalità non basteranno mesi, ci vorranno anni.
Quanto costa alle famiglie italiane la crisi di Hormuz
Con l’inflazione che torna a correre, una famiglia media italiana dovrà sborsare circa 925 euro in più all’anno. Il Codacons calcola i rincari partendo dai dati dell'Istat sull'andamento dell'Inflazione da febbraio - prima dell'inizio del conflitto - ad aprile. Dallo studio emerge che i prodotti ad aver subito il rialzo più forte sono i combustibili liquidi (benzina, diesel, cherosene, gasolio per riscaldamento), che in soli due mesi rincarano di oltre un terzo segnando un +38,4%. Anche il settore della comunicazione e dell'informatica registra sensibili aumenti, con i supporti per la registrazione che salgono in due mesi del +21,6% mentre videogiochi, console, applicazioni e software per videogiochi aumentano del 16,4%.
I prezzi dei biglietti dei voli internazionali che, rispetto allo scorso febbraio, si sono impennati del +18,2%, mentre le tariffe dei traghetti sono salite del +6%. Per il noleggio di mezzi di trasporto personali si spende l'8,8% in più. Il gasolio registra in due mesi una crescita del +23%, +6,2% la benzina, mentre gpl e metano costano il 9,4% in più. Sui carburanti il governo è intervenuto con tagli ai prezzi nelle stazioni di rifornimento, misure tampone in vigore fino al prossimo 21 maggio.
Salgono i prezzi dei prodotti alimentari
Sul fronte degli alimentari, in soli due mesi frutti come mirtilli, lamponi, more, ribes rincarano del +16,1%, i legumi del +9,9%, gli ortaggi come peperoni, melanzane, zucchine, pomodori, etc. del +8,6%, mentre per alcune tipologie di frutta fresca l'aumento è del +7,8%, +7,5% gli agrumi. Ci sono poi le bollette di luce e gas. "La guerra in Iran ha fatto poi schizzare al rialzo le quotazioni energetiche con effetti diretti sulle bollette degli italiani - avvisa il Codacons - Ad aprile il gas costa alle famiglie il 13% in più rispetto a febbraio, mentre l'energia elettrica è salita del +5,2%".
Anche per l’Unione nazionale consumatori di Massimiliano Dona la stangata sarà intorno ai mille euro a famiglia. L'inflazione tendenziale al 2,8% significa, per una coppia con due figli, un aumento complessivo del costo della vita pari a 1.053 euro su base annua, una vera stangata, 287 euro per i soli prodotti alimentari e le bevande analcoliche, 304 per il carrello della spesa. Per una coppia con un figlio, la spesa aggiuntiva annua totale è pari a 966 euro, 252 euro soltanto per cibo e bevande, 269 per il carrello. In media, per una famiglia l’esborso è di 753 euro, 198 per mangiare e bere. "La guerra in Iran fa schizzare al rialzo i prezzi alimentari in Italia, impattando in particolare sui prodotti freschi trasportati su gomma", ha scritto Assoutenti commentando i numeri dell'Istat sull'inflazione di aprile. "Il comparto alimentare risulta uno di quelli più colpiti dalla situazione in Medio Oriente e dall'aumento dei costi di trasporto, al punto che per alcuni prodotti si registrano aumenti a due cifre: se gli alimentari non lavorati salgono in media del +6% su anno, la verdura fresca rincara di oltre il 22% rispetto allo scorso anno - denuncia Assoutenti - Incrementi dei prezzi che colpiscono voci primarie di cui i cittadini non possono fare a meno, mettendo in crisi i bilanci dei nuclei meno abbienti".