Padoan (Unicredit): Commerz può dare di più, la banca teme lo smantellamento
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Nella complicata battaglia per la conquista di Commerzbank, i vertici di Unicredit hanno incassato ieri dall’assemblea dei soci il via libera all’offerta pubblica di scambio con la seconda banca tedesca. Una tappa fondamentale era l’aumento di capitale, votato ieri con un plebiscitario 99,55% del capitale presente. L’operazione prevede un importo limite di 6,7 miliardi di euro e l’emissione massima di 470 milioni di nuove azioni Unicredit.
Il presidente, Pier Carlo Padoan, ha difeso a spada tratta le ragioni della più grande operazione bancaria transnazionale dai tempi della grande crisi. E lo ha fatto rispondendo anche alle recenti critiche di Commerzbank, cui ieri si è aggiunta una bordata del vicedirettore generale, Michael Kotzbauer, che ha accusato la banca …
BERLINO – Nella complicata battaglia per la conquista di Commerzbank, i vertici di Unicredit hanno incassato ieri dall’assemblea dei soci il via libera all’offerta pubblica di scambio con la seconda banca tedesca. Una tappa fondamentale era l’aumento di capitale, votato ieri con un plebiscitario 99,55% del capitale presente. L’operazione prevede un importo limite di 6,7 miliardi di euro e l’emissione massima di 470 milioni di nuove azioni Unicredit.
Il presidente, Pier Carlo Padoan, ha difeso a spada tratta le ragioni della più grande operazione bancaria transnazionale dai tempi della grande crisi. E lo ha fatto rispondendo anche alle recenti critiche di Commerzbank, cui ieri si è aggiunta una bordata del vicedirettore generale, Michael Kotzbauer, che ha accusato la banca italiana di aver messo sul tavolo «dopo 18 mesi e numerosi incontri», un progetto «che smantella la banca così come funziona oggi per i suoi clienti e non paga alcun premio ai nostri azionisti».
Padoan ha sottolineato che, da principale azionista di Commerzbank, Unicredit «ha un interesse chiaro affinché la banca esprima pienamente il proprio potenziale». Per l’attuale management «ciò non sta accadendo nella misura in cui sarebbe possibile e opportuno», nonostante la ricerca costante di «un dialogo costruttivo» con i tedeschi. Lo stesso concetto era stato spiegato nelle scorse settimane anche da Andrea Orcel agli investitori. L’ad di Unicredit aveva sostenuto che la traiettoria di Commerz fosse insostenibile, nel medio termine, e che la banca tedesca fosse «vulnerabile». Una valutazione che gli era valsa la strigliata dell’autorità bancaria tedesca Bafin, che aveva ammonito Orcel a evitare dichiarazioni «sensazionaliste» e le aveva proibito di descrivere Commerz come «poco sicura».
Tuttavia Unicredit, puntando a conquistare Commerz e a migliorarne la redditività, pensa di poter garantire alla banca tedesca «un valore significativamente superiore rispetto a quello odierno», ha insistito ieri Padoan. L’esempio di Hypovereinsbank, già conquistata da Unicredit, dimostra l’efficienza della sua gestione italiana: «È stata trasformata in una banca leader in Germania per redditività ed efficienza». Inoltre Hvb «ha potuto accedere alla vasta rete di UniCredit senza perdere le proprie radici a Monaco né il proprio impegno verso i clienti tedeschi, in particolare il Mittelstand».
Nelle scorse settimane l’ad di Commerz, Bettina Orlopp, aveva espresso critiche a un eventuale “modello Hvb” applicato a Commerz. E Padoan fa riferimento alla sua obiezione principale: rimpicciolendo Commerz e tagliando la rete internazionale, la top manager tedesca teme che le medie aziende che rappresentano la sua clientela principale la abbandonino. Secondo Padoan e Orcel, invece, le filiali Unicredit all’estero ne garantiranno l’operabilità anche all’estero. «Il modello per liberare valore si è già mostrato valido e per Commerzbank offriamo l’opportunità di applicarlo nuovamente, a beneficio di tutti gli stakeholder», ha puntualizzato Padoan.
Il capo del consiglio di vigilanza di Commerz, Kotzbauer, tuttavia, non ci crede: «Abbiamo visioni molto diverse sul modello di business». E insiste sull’«operatività come banca per il commercio estero, a sostegno dei percorsi di internazionalizzazione delle aziende tedesche». Quello di Unicredit, insomma, continua a essere un approccio «ostile» per il vicedirettore generale di Commerz.
Da Bruxelles è arrivato invece il sostegno pieno all’operazione di Orcel da parte del presidente dell’Eurogruppo, il greco Kyriakos Pierrakakis: «Abbiamo bisogno di campioni europei piuttosto che nazionali, abbiamo bisogno di un maggiore consolidamento bancario», ha sottolineato.