ROMA – «L’opzione militare è di difficilissimo successo, quella diplomatica ancora più lontana. Temo che dovremo abituarci a una scomoda realtà, in cui lo Stretto di Hormuz resterà chiuso ancora a lungo». Robert Wescott, già capo economista di Clinton, dopo di allora – oltre a proseguire le sue analisi geopolitiche con il think tank Keybridge – ha fatto parte di «almeno una ventina di commissioni…