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Mps, aria di tregua in cda sciolto il nodo comitati

(ansa)

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Negli organi interni al consiglio anche un esponente della lista sconfitta: decaduto Vivaldi che resta in Mediolanum
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Accordo fatto nel cda Mps per la formazione dei comitati endoconsiliari. Anche nel comitato nomine, dove inizialmente non erano stati inseriti esponenti eletti con la lista del cda, visto che Alessandra Centra e Paola De Martini avevano rifiutato l’offerta di farne parte. Ieri il Comitato nomine è invece stato integrato con un nome pescato dalla lista del cda, Corrado Passera, che va così a ricoprire una quinta posizione. «Dei cinque comitati - si legge nella nota di Mps che ne ufficializza la composizione - quello “rischi e sostenibilità” e quello “nomine” sono formati da cinque componenti mentre il comitato remunerazione, il comitato per le operazioni con le parti correlate e il comitato It e digitalizzazione sono composti da 3 componenti».

Come è normale che sia, la maggioranza di tutti i comitati va a uomini e donne elette con la lista Plt di Pierluigi Tortora, quella uscita vincitrice dall’assemblea del 15 aprile scorso. Del comitato rischi fanno parte il presidente Carlo Corradi…

Accordo fatto nel cda Mps per la formazione dei comitati endoconsiliari. Anche nel comitato nomine, dove inizialmente non erano stati inseriti esponenti eletti con la lista del cda, visto che Alessandra Centra e Paola De Martini avevano rifiutato l’offerta di farne parte. Ieri il Comitato nomine è invece stato integrato con un nome pescato dalla lista del cda, Corrado Passera, che va così a ricoprire una quinta posizione. «Dei cinque comitati - si legge nella nota di Mps che ne ufficializza la composizione - quello “rischi e sostenibilità” e quello “nomine” sono formati da cinque componenti mentre il comitato remunerazione, il comitato per le operazioni con le parti correlate e il comitato It e digitalizzazione sono composti da 3 componenti».

Come è normale che sia, la maggioranza di tutti i comitati va a uomini e donne elette con la lista Plt di Pierluigi Tortora, quella uscita vincitrice dall’assemblea del 15 aprile scorso. Del comitato rischi fanno parte il presidente Carlo Corradini, Livia Amidani Aliberti, Antonella Centra, Paola De Martini e Massimo Di Carlo, del comitato remunerazione la presidente Livia Amidani Aliberti, Antonella Centra e Paola Leoni Borali, del comitato per le operazioni con le parti correlate la presidente Flavia Mazzarella, Patrizia Albano e Fabrizio Palermo, del comitato It e digitalizzazione il presidente Paolo Boccardelli (l’unico presidente scelto tra le minoranze), Carlo Corradini e Paola Leoni Borali.

Dopo l’integrazione con Corrado Passera, eletto nella lista del board, il comitato nomine risulta composto dalla presidente Patrizia Albano, da Massimo Di Carlo, Paola Leoni Borali e Flavia Mazzarella, già nominati lo scorso 23 aprile.

Ma una sorpresa, anche ieri, c’è stata. Il cda di Mps ha dichiarato la decadenza del consigliere Carlo Vivaldi, eletto nella lista presentata dal board uscente. La decisione, si legge nella nota, «è stata presa ai sensi dell’articolo 15 comma 1 dello statuto, che prevede l’immediata decadenza di coloro che siedano nel cda di una banca concorrente». Vivaldi ricopre l’incarico di consigliere di Banca Mediolanum e finora non ha lasciato quella poltrona, come avrebbe dovuto fare fin dall’elezione nel cda di Mps. Lo statuto della banca senese, tra l’altro, è stato recentemente modificato per adeguarlo alle nuove norme della Legge capitali, dunque l’incompatibilità non era sconosciuta. Vivaldi era stato selezionato per far parte della lista del cda e inizialmente era anche stato indicato come uno dei tre possibili ad della banca. Ora è decaduto e dovrà essere sostituito dal nome successivo della lista del cda, Gianluca Brancadoro. Se questo dovesse rinunciare il nome successivo sarebbe quello di Alessandro Caltagirone, figlio di Francesco Gaetano Caltagirone che attraverso il suo gruppo è secondo azionista di Mps con il 13,5% del capitale.

Dopo le nomine dei comitati la presunta conflittualità in seno al nuovo cda Mps sembra stemperata, il prossimo appuntamento sarà l’approvazione dei conti del primo trimestre 2026, che è stato il più turbolento degli ultimi anni. E poi si passerà all’assemblea che dovrà approvare la fusione con Mediobanca, già deliberata dal cda.

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