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Unicredit da record, utile a 3,2 miliardi. Orcel: “Nessun piano per superare 10% in Generali”

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Per la banca è il 21° trimestre in crescita, l’azione scatta in Borsa fin dall’avvio. Pubblicato il prospetto su Commerzbank, da oggi al 16 giugno l’Ops è in Borsa: “Per noi è comunque una vittoria, non smantelleremo la quota”
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MILANO – Numeri solidi e fiducia nel raggiungere gli ambiziosi target del 2028, nonostante intorno alla banca il contesto macroeconomico sia più complesso del previsto. Nei primi tre mesi dell’anno Unicredit mette a segno un utile netto di 3,2 miliardi di euro con un balzo del 16,1%, inanellando il 21esimo trimestre consecutivo di crescita redditizia e il miglior trimestre di sempre. In Borsa il titolo apre in rialzo del 3%, trainando il listino principale di Milano, e si rafforza nella mattinata.

Ritoccata la stima sull’utile 2026

L’ultima riga di bilancio batte le stime. I ricavi, spiega la banca, sono cresciuti del 5% anno su anno a 6,9 miliardi e i ricavi netti del 3,3% a 6,7 miliardi, assorbendo gli impatti negativi legati ai tassi, alle rettifiche su crediti e alla Russia. La somma è composta da un margine di interesse pari a 3,6 miliardi, da commissioni e risultato netto della gestione assicurativa pari a 2,5 miliardi (circa il 38% dei ricavi netti, già in linea con il piano al…

MILANO – Numeri solidi e fiducia nel raggiungere gli ambiziosi target del 2028, nonostante intorno alla banca il contesto macroeconomico sia più complesso del previsto. Nei primi tre mesi dell’anno Unicredit mette a segno un utile netto di 3,2 miliardi di euro con un balzo del 16,1%, inanellando il 21esimo trimestre consecutivo di crescita redditizia e il miglior trimestre di sempre. In Borsa il titolo apre in rialzo del 3%, trainando il listino principale di Milano, e si rafforza nella mattinata.

Ritoccata la stima sull’utile 2026

L’ultima riga di bilancio batte le stime. I ricavi, spiega la banca, sono cresciuti del 5% anno su anno a 6,9 miliardi e i ricavi netti del 3,3% a 6,7 miliardi, assorbendo gli impatti negativi legati ai tassi, alle rettifiche su crediti e alla Russia. La somma è composta da un margine di interesse pari a 3,6 miliardi, da commissioni e risultato netto della gestione assicurativa pari a 2,5 miliardi (circa il 38% dei ricavi netti, già in linea con il piano al 2028), e da rettifiche su crediti per 0,2 miliardi. Sul fronte patrimoniale, il Ceti1 ratio si attesta al 14,2% (ma al 14,8% dopo che la Bce avrà autorizzato la banca a contabilizzare con il “Danish Compromise” le partecipazioni assicurative, un permesso che Unicredit si aspetta “tra la fine del secondo e l’inizio del terzo trimestre”), e a circa il 15% ulteriormente aggiustato per “l'impatto temporaneo legato al valore del patrimonio netto di Commerzbank e Alpha Bank”.

L’istituto di credito migliora leggermente le attese per il risultato netto 2026 – da circa 11 a 11 miliardi o oltre – e conferma le “ambizioni finanziarie per il 2028 e anche oltre, nonostante un contesto macroeconomico più complesso”.

“Non oltre il 10% in Generali, ma piani per una cooperazione”

Per la banca si apre un altro capitolo importante del risiko, stavolta a livello europeo. Oggi è stato autorizzato e pubblicato il prospetto di offerta e così è partita l’Ops su Commerzbank, dopo l’ok di ieri dell’assemblea straordinaria all’aumento di capitale da 6,7 miliardi. L’offerta durerà fino al 16 giugno: "L’offerta è totalitaria, ma la nostra aspettativa è che finiremo intorno al 30%, cioè non arriveremo al controllo – ha detto l’ad Andrea Orcel parlando agli analisti finanziari -. Per noi va bene, perché vuol dire che la nostra strategia di base sta volando". Comunque vada, sulla quota “non ci sarà alcuno smantellamento, perché ci rende più del 20% sul capitale e per noi è comunque una vittoria".

Unicredit è da tempo primo azionista a Francoforte con il 26,77% del capitale, a cui si aggiungono 5,87% di diritti di voto legati a strumenti finanziari. Riguardo alla quota in Generali, recentemente aumentata di un 2% fino quasi al 9%, il banchiere nega di voler crescere ancora: “Non abbiamo alcun piano di superare il 10%, per noi è un investimento finanziario e un partner importante”.

Alle domande degli investitori ha aggiunto: “Abbiamo stabilizzato la situazione nell’azionariato e iniziato con loro il dialogo per cooperare in una serie di aree dove possiamo creare valore per entrambi".

"In Italia avremo altre fusioni, siamo attenti agli sviluppi”

Mentre sugli eventuali sviluppi sul mercato italiano Orcel ha aggiunto: "Il mercato italiano resta frammentato, anche se non tanto come quello tedesco, per cui si concentrerà in futuro. Unicredit non subisce pressioni per intervenire, ma come attore importante ovviamente osserviamo il contesto e siamo attenti alle dinamiche di consolidamento. Come abbiamo dimostrato già due volte, pubblicamente, non ci muoveremo se non ci sono i presupposti di creazione di valore per i nostri azionisti”.

Parlando degli strascichi del golden power esercitato dal governo per ostacolare l’Ops di Unicredit su Banco Bpm l’anno scorso, Orcel ha detto che “la situazione sul golden power credo sia risolta”.

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