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Dazi, nuova bocciatura negli Usa. Trump fissa al 4 luglio l’ultimatum per la Ue

Il presidente Usa, Donald Trump 

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La Corte americana per il commercio: illegali le tariffe globali del 10%. Il tycoon: “Bruxelles rispetti i patti o pagherà di più”
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NEW YORK – Donald Trump, nel giorno in cui la Corte per il commercio americana boccia i dazi del 10% approvati a febbraio, assicura all’Unione Europea un “4 luglio” speciale: il giorno in cui gli Stati Uniti celebreranno i 250 anni dalla fondazione dovrà essere anche quello entro il quale l’Europa dovrà rispettare gli accordi commerciali siglati in Scozia. Se non lo farà, promette il presidente statunitense, i dazi schizzeranno «immediatamente a livelli molti più alti». L’annuncio arriva come al solito sul social Truth dopo una telefonata con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Il tono sembra minaccioso ma in realtà Donald concede un lasso di tempo più che ragionevole all’Europa per approvare il patto scozzese sulle tariffe. «Ho aspettato pazientemente che l’Ue adempisse alla sua parte dello storico accordo commerciale che abbiamo raggiunto a Turnberry, in Scozia, il più grande accordo commerciale di sempre», scrive il tycoon. «È stato promesso – aggiunge – …

NEW YORK – Donald Trump, nel giorno in cui la Corte per il commercio americana boccia i dazi del 10% approvati a febbraio, assicura all’Unione Europea un “4 luglio” speciale: il giorno in cui gli Stati Uniti celebreranno i 250 anni dalla fondazione dovrà essere anche quello entro il quale l’Europa dovrà rispettare gli accordi commerciali siglati in Scozia. Se non lo farà, promette il presidente statunitense, i dazi schizzeranno «immediatamente a livelli molti più alti». L’annuncio arriva come al solito sul social Truth dopo una telefonata con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Il tono sembra minaccioso ma in realtà Donald concede un lasso di tempo più che ragionevole all’Europa per approvare il patto scozzese sulle tariffe. «Ho aspettato pazientemente che l’Ue adempisse alla sua parte dello storico accordo commerciale che abbiamo raggiunto a Turnberry, in Scozia, il più grande accordo commerciale di sempre», scrive il tycoon. «È stato promesso – aggiunge – che l’Ue avrebbe mantenuto la propria parte e ridotto i dazi a zero. Ho accettato di concederle tempo fino al 250º compleanno del nostro Paese, altrimenti, purtroppo, i loro dazi saliranno a livelli molto più alti».

La concessione arriva dopo l’ennesimo nulla di fatto a Bruxelles sui dazi, alla fine del round negoziale tra Consiglio, Commissione e Eurocamera, il cosiddetto “trilogo”. Dopo oltre cinque ore di dibattito interistituzionale, le parti hanno deciso di aggiornarsi al 19 maggio per un secondo round. «Abbiamo compiuto progressi significativi sulla questione del meccanismo di salvaguardia e sulla revisione e valutazione del regolamento principale, ma c’è ancora molta strada da fare. Continueremo a lavorare con rapidità e senso di responsabilità», aveva sottolineato il presidente della commissione Commercio dell’Eurocamera Bernd Lange prima delle esternazioni di Trump. «Continueremo – aveva aggiunto – a lavorare con rapidità e responsabilità. Il prossimo trilogo si terrà il 19 maggio a Strasburgo».

Il rischio di una rappresaglia da parte della Casa Bianca era il timore che aleggiava a Bruxelles. La scorsa settimana Trump infatti aveva minacciato di aumentare i dazi sulle auto e sui camion europei dal 15% al 25%, accusando l’Ue di non procedere abbastanza velocemente nell’adozione dell’accordo. In base all’intesa originaria di luglio l’Ue si è impegnata a eliminare i dazi sui prodotti industriali statunitensi in cambio di un tetto tariffario del 15% sulla maggior parte dei prodotti, comprese le automobili. Gli Stati Uniti hanno parzialmente attuato i loro impegni mentre il processo legislativo europeo si è bloccato per le divisioni politiche.

Sempre ieri, poche ore dopo l’annuncio rivolto alla Ue, Trump si è visto bocciare come illegali i dazi globali del 10% imposti a febbraio. La Corte per il commercio americana ha infatti sottolineato che le tariffe generalizzate imposte dal presidente non trovano giustificazione nella legge a cui lo stesso Trump ha fatto ricorso. Il tribunale ha deciso con due voti a favore e uno contrario.

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