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Le 4 scommesse sul petrolio prima delle parole di Trump: indagini su 2,6 miliardi di scambi sospetti

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Secondo quanto riferito da Abc proprio a ridosso delle parole del presidente Usa si sarebbero registrate sulla borsa di Londra “scommesse” di diverse centinaia di milioni sul calo del prezzo del greggio. Le operazioni nel mirino del Dipartimento di Giustizia
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MILANO – Ora è qualcosa di più di una coincidenza: quasi un sospetto. Qualcuno dalla raffica di annunci di Trump nel corso della guerra con l’Iran ha guadagnato molti soldi e con ogni probabilità non è stata solo fortuna. A dare i primi contorni più chiari della vicenda è la televisione americana Abc secondo cui il dipartimento di Giustizia starebbe indagando su quattro affari sospetti per un totale di 2,6 miliardi di dollari. La ricostruzione di Abc, grazie ai dati raccolti presso la Borsa di Londra, identifica per la prima volta quattro momenti chiave e quattro maxi operazioni sospette con il medesimo copione: una “scommessa” sul calo del prezzo del greggio proprio a ridosso di importanti annunci che lasciavano intendere la prospettiva di una tregua e quindi un possibile calo delle quotazioni del petrolio.

MILANO – Ora è qualcosa di più di una coincidenza: quasi un sospetto. Qualcuno dalla raffica di annunci di Trump nel corso della guerra con l’Iran ha guadagnato molti soldi e con ogni probabilità non è stata solo fortuna. A dare i primi contorni più chiari della vicenda è la televisione americana Abc secondo cui il dipartimento di Giustizia starebbe indagando su quattro affari sospetti per un totale di 2,6 miliardi di dollari. La ricostruzione di Abc, grazie ai dati raccolti presso la Borsa di Londra, identifica per la prima volta quattro momenti chiave e quattro maxi operazioni sospette con il medesimo copione: una “scommessa” sul calo del prezzo del greggio proprio a ridosso di importanti annunci che lasciavano intendere la prospettiva di una tregua e quindi un possibile calo delle quotazioni del petrolio.

Questi i quattro passaggi identificati dalla rete americana. Il primo il 23 marzo, quindici minuti prima dell’annuncio che Trump avrebbe ritardato gli attacchi alla rete elettrica iraniana dai trader arriva una “puntata” da quasi 500 milion di dollari sul calo del prezzo del greggio. Lo stesso accade il 7 aprile, poche ore prima dell’annuncio del cessate il fuoco temporaneo, vengono piazzati altri 960 milioni su una prossima discesa del greggio, cosa che puntualmente si verifica.

Dieci giorni più tardi, il 17 aprile, 20 minuti prima che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi scrivesse sui social media che lo stretto di Hormuz era aperto, si registrano operazioni per 760 milioni. Il 21 aprile, 15 minuti prima che Trump comunicasse che avrebbe esteso la tregua, i trader avevano piazzato una serie di scommesse del valore di 430 milioni che i prezzi del petrolio sarebbero diminuiti.

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