Delfin, Basilico impugna la delibera sulla vendita del 25% dei fratelli Luca e Paola Del Vecchio
di Giovanni PonsMILANO – Rocco Basilico, uno degli otto soci di Delfin, la finanziaria della famiglia Del Vecchio, ha depositato un’impugnazione della delibera dell’assemblea del 27 aprile scorso. Quel giorno è stato approvato il trasferimento del 25% di azioni Delfin da Luca e Paola Del Vecchio a una scatola finanziaria italiana di Leonardo Maria Del Vecchio. Ed è anche stata approvata una nuova politica di distribuzione dei dividendi, pari all’80% dell’utile netto per i prossimi tre anni.
Ma entrambe queste decisioni, secondo Basilico e il suo gruppo di legali, tra cui lo studio di Fabio Trevisan in Lussemburgo, hanno violato lo statuto della Delfin e quindi con l’impugnazione si chiede la nullità di qualsiasi atto che il cda metta in opera sulla base della delibera di quel giorno. A questo punto spetterà al cda di Delfin, sotto la sua responsabilità, decidere se continuare con un’operazione che è sub iudice, considerando che il tribunale del Lussemburgo arriverà a una sentenza non prima del 2027. …
MILANO – Rocco Basilico, uno degli otto soci di Delfin, la finanziaria della famiglia Del Vecchio, ha depositato un’impugnazione della delibera dell’assemblea del 27 aprile scorso. Quel giorno è stato approvato il trasferimento del 25% di azioni Delfin da Luca e Paola Del Vecchio a una scatola finanziaria italiana di Leonardo Maria Del Vecchio. Ed è anche stata approvata una nuova politica di distribuzione dei dividendi, pari all’80% dell’utile netto per i prossimi tre anni.
Ma entrambe queste decisioni, secondo Basilico e il suo gruppo di legali, tra cui lo studio di Fabio Trevisan in Lussemburgo, hanno violato lo statuto della Delfin e quindi con l’impugnazione si chiede la nullità di qualsiasi atto che il cda metta in opera sulla base della delibera di quel giorno. A questo punto spetterà al cda di Delfin, sotto la sua responsabilità, decidere se continuare con un’operazione che è sub iudice, considerando che il tribunale del Lussemburgo arriverà a una sentenza non prima del 2027.
Le irregolarità, secondo Basilico e i suoi legali, sono state diverse. In primo luogo si è discusso e deliberato su un punto che non era all’ordine del giorno, cioè il cambio della politica dei dividendi, senza che tutti i soci fossero d’accordo, e Basilico non lo era. In secondo luogo la politica dei dividendi è prevista nello statuto della Delfin e dunque per cambiarla occorreva l’88% del capitale, cioè l’unanimità, mentre invece la delibera è stata approvata con il voto favorevole di 7 soci su 8.
Per quanto riguarda poi il trasferimento delle azioni di Luca e Paola alla società di Leonardo Maria – che era l’unico punto all’ordine del giorno – la delibera è stata presa con il voto favorevole di 6 soci su 8, quando lo statuto prevede per questa operazione una maggioranza di 8 su 8. In assemblea i legali di Leonardo Maria hanno chiesto che questa delibera fosse approvata secondo le regole della semplice legge lussemburghese, che prevede una maggioranza di due terzi, cioè 6 su 8. Il presidente Romolo Bardin ha chiesto lumi agli avvocati che assistono la Delfin, nel caso specifico l’avvocato Harles dello studio Arendt, il quale ha confermato che si poteva procedere con la legge lussemburghese ignorando ciò che è contenuto nello statuto, che prevede regole più stringenti. L’avvocato Trevisan, che assiste Basilico, si è opposto a questa procedura ma non è stato preso in considerazione.
La società Delfin per il momento non ha commentato anche se a valle dell’assemblea del 27 aprile aveva detto che tutto si era svolto secondo le regole.