Piano casa, cambia la norma sulle Soprintendenze. Giuli la spunta su Salvini
Giuseppe ColomboROMA - Alla fine la spunta il ministro della Cultura Alessandro Giuli. Nel testo del decreto sul Piano casa, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, scompare la norma che ridimensionava il ruolo delle Soprintendenze in materia di autorizzazione paesaggistica. La misura inserita nella bozza arrivata giovedì scorso sul tavolo del Consiglio dei ministri prevedeva una semplice segnalazione alle strutture responsabili della tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio.
Solo “in caso di accertata carenza dei requisiti”, la Soprintendenza si sarebbe potuta muovere, entro 30 giorni, per adottare “i motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa". Di fatto una corsia veloce che limitava il ruolo delle stesse Soprintendenze. Il blitz, voluto dal “papà” del decreto - il vicepremier Matteo Salvini - aveva irritato il collega Giuli. La premier Giorgia Meloni aveva però bloccato la lite. “Mi avete scocciato - aveva tuonat…
ROMA - Alla fine la spunta il ministro della Cultura Alessandro Giuli. Nel testo del decreto sul Piano casa, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, scompare la norma che ridimensionava il ruolo delle Soprintendenze in materia di autorizzazione paesaggistica. La misura inserita nella bozza arrivata giovedì scorso sul tavolo del Consiglio dei ministri prevedeva una semplice segnalazione alle strutture responsabili della tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio.
Solo “in caso di accertata carenza dei requisiti”, la Soprintendenza si sarebbe potuta muovere, entro 30 giorni, per adottare “i motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa". Di fatto una corsia veloce che limitava il ruolo delle stesse Soprintendenze. Il blitz, voluto dal “papà” del decreto - il vicepremier Matteo Salvini - aveva irritato il collega Giuli. La premier Giorgia Meloni aveva però bloccato la lite. “Mi avete scocciato - aveva tuonato -basta spocchia”.
Stop alla corsia accelerata
Viste le distanze, la presidente del Consiglio ha rimandato la soluzione a un incontro tecnico che si è tenuto a Palazzo Chigi al termine del Cdm. Alla riunione, presieduta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, hanno partecipato i tecnici del Mic e del Mit, insieme al titolare della Cultura. Dopo il confronto, il testo è stato corretto e trasmesso al Quirinale per la firma del capo dello Stato, Sergio Mattarella.
Pubblicato giovedì sulla Gazzetta ufficiale, la versione finale del provvedimento contiene la modifica: stop alla procedura accelerata voluta da Salvini. Anche per gli interventi di edilizia popolare, resta quindi obbligatoria l’acquisizione preventiva della Soprintendenza.Nessuna deroga: l’articolo riscritto prevede l’introduzione di una conferenza dei servizi semplificata, che dovrà esprimersi al massimo entro 40 giorni. “Le amministrazioni preposte alla tutela ambientale, del patrimonio culturale, del paesaggio e della salute” potranno opporre “il loro dissenso motivato ai progetti”.
Rimane invariata, invece, la prima parte dell’articolo 8 del decreto (il comma 1). Per gli interventi di ristrutturazione si potrà procedere con l’autocertificazione Scia: non servirà il permesso di costruzione. Una semplificazione per rendere più snello l’iter di approvazione.