MILANO – Nonostante la crisi in Medio Oriente, Pirelli annuncia conti trimestrali migliori delle attese, rivede leggermente al rialzo gli obiettivi per il 2026 e si prepara a vendere i Cyber Tyre negli Usa. E così tra gennaio e marzo mentre i ricavi sono scesi del 4,5% a 1,73 miliardi (e +3,5% a parità di cambi) l’utile netto è salito del 23,3% a 156,8 milioni.
Aumento prezzi e nuovi tagli per preservare i margini
Il piano per contenere gli effetti della crisi in Medio Oriente, già messo in essere dal gruppo di cui Marco Tronchetti Provera è vice presidente esecutivo, prevede infatti un aumento dei prezzi (con effetti tangibili da luglio); un ulteriore contenimento dei costi e un temporaneo aumento delle scorte di materie prime, per garantire la produzione. Morale: si recupereranno 80 milioni di utile operativo rettificato, sui 100 stimati dall’impatto della guerra in Iran. Infine, per ora, la costruzione della fabbrica in jv in Arabia Saudita non registra né ritardi, né impatti. All…
MILANO – Nonostante la crisi in Medio Oriente, Pirelli annuncia conti trimestrali migliori delle attese, rivede leggermente al rialzo gli obiettivi per il 2026 e si prepara a vendere i Cyber Tyre negli Usa. E così tra gennaio e marzo mentre i ricavi sono scesi del 4,5% a 1,73 miliardi (e +3,5% a parità di cambi) l’utile netto è salito del 23,3% a 156,8 milioni.
Aumento prezzi e nuovi tagli per preservare i margini
Il piano per contenere gli effetti della crisi in Medio Oriente, già messo in essere dal gruppo di cui Marco Tronchetti Provera è vice presidente esecutivo, prevede infatti un aumento dei prezzi (con effetti tangibili da luglio); un ulteriore contenimento dei costi e un temporaneo aumento delle scorte di materie prime, per garantire la produzione. Morale: si recupereranno 80 milioni di utile operativo rettificato, sui 100 stimati dall’impatto della guerra in Iran. Infine, per ora, la costruzione della fabbrica in jv in Arabia Saudita non registra né ritardi, né impatti. Alla luce dei risultati e del piano messo in essere Pirelli stima quindi di chiudere l’anno con ricavi compresi tra 6,75 e 6,95 miliardi di euro, in crescita rispetto alle stime di febbraio per un miglioramento del mix di prezzo, con un utile operativo rettificato pari al 16% delle vendite.
Risultati solidi grazie alle gomme di alta gamma e con i chip
«Questi risultati confermano la resilienza del nostro modello di business, rafforzato dal posizionamento sull’high value, con aumenti di quota sia nel segmento auto che moto - spiega Tronchetti, che ha appena potenziato la produzione dei suoi Cyber Tyre in Georgia -. Abbiamo la migliore profittabilità del settore, e grazie a una gestione finanziaria rigorosa, chiudiamo con gli stessi flussi di cassa del primo trimestre 2025». Infine dopo il nuovo regolamento ai sensi del Golden Power, che impone al socio cinese Sinochem (37%) di indicare solo 3 consiglieri (di cui 2 indipendenti) in cda, il gruppo può commercializzare negli Usa le sue gomme con il chip a valore aggiunto. «Le clausole sul Golden Power - conclude Tronchetti - garantiscono a Pirelli piena aderenza alle normative Usa sui veicoli connessi».