✕

Tassa verde sui voli extra-Ue: rischio di un aumento dei prezzi dei biglietti

Ascolta l'audio

L’Ue vorrebbe estendere il meccanismo delle quote di emissione anche ai viaggi intercontinentali. La mossa allarma le compagnie aeree, sotto pressione per il caro cherosene e la guerra. Probabile un’applicazione soltanto dal 2027
2 minuti di lettura

ROMA – Una misura giusta, in linea di principio, come tutte quelle che puntano a ridurre l’inquinamento proteggendo l’ambiente. Una misura che rischia di prendere forma nel momento sbagliato, mentre il trasporto aereo conosce una delle crisi più gravi della storia, a causa della guerra Usa-Iran.

Il Financial Times, quotidiano di nota autorevolezza, scrive che l’Ue valuta di estendere anche ai voli intercontinentali la stessa “tassa ambientale” (l’Ets) che oggi grava su quelli interni allo Spazio Economico Europeo (con alcune estensioni a Regno Unito e Svizzera).

Se questo scenario fosse confermato, le compagnie aeree dovrebbero sopportare più costi. E poi, a cascata, sarebbero tentate di scaricarli sul prezzo dei biglietti intercontinentali dei viaggiatori.

Nelle stime di Transport & Environment, oggi l’Ets aggiunge 7 euro al costo di un biglietto aereo su una rotta interna allo Spazio Economico Europeo. Se il sistema venisse esteso a tutti i voli intercontinentali, il costo aggiu…

ROMA – Una misura giusta, in linea di principio, come tutte quelle che puntano a ridurre l’inquinamento proteggendo l’ambiente. Una misura che rischia di prendere forma nel momento sbagliato, mentre il trasporto aereo conosce una delle crisi più gravi della storia, a causa della guerra Usa-Iran.

Il Financial Times, quotidiano di nota autorevolezza, scrive che l’Ue valuta di estendere anche ai voli intercontinentali la stessa “tassa ambientale” (l’Ets) che oggi grava su quelli interni allo Spazio Economico Europeo (con alcune estensioni a Regno Unito e Svizzera).

Se questo scenario fosse confermato, le compagnie aeree dovrebbero sopportare più costi. E poi, a cascata, sarebbero tentate di scaricarli sul prezzo dei biglietti intercontinentali dei viaggiatori.

Nelle stime di Transport & Environment, oggi l’Ets aggiunge 7 euro al costo di un biglietto aereo su una rotta interna allo Spazio Economico Europeo. Se il sistema venisse esteso a tutti i voli intercontinentali, il costo aggiuntivo medio salirebbe a 45 euro per biglietto.

Una norma già esistente

La buona notizia è che, moltiplicata per milioni di passeggeri, la novità può generare fino a 17 miliardi di entrate supplementari per l’Ue e gli Stati membri (ogni anno, entro il 2030). La cattiva, invece, è che il viaggio intercontinentale finirebbe per costare di più al passeggero. Un’eventualità allarmante visto che le tariffe sono già sotto pressione, a causa del caro cherosene di queste settimane.

Ovviamente l’Europa è ben consapevole del momento critico dei viaggi aerei. Quindi potrebbe decidere che la novità entrerà in vigore soltanto nel 2027, quando la guerra in Medio Oriente dovrebbe essere conclusa.

D’altra parte, la norma comunitaria esiste già. Da oltre 10 anni, imporrebbe la “tassa ambientale” anche sui voli intercontinentali. Ma la sua applicazione è stata sospesa a lungo – l’ultima volta fino a inizio del 2027 – proprio per la contrarietà sfrenata dei colossi del trasporto aereo.

L’anidride

L’Ets è un vero e proprio mercato europeo: il mercato delle quote di emissione. L’Unione dice alle aziende, anche alle compagnie aeree: potete emettere anidride carbonica, dunque inquinare, ma entro certi limiti. Per ogni tonnellata di anidride emessa, l’azienda deve avere una specie di “permesso”. Questo permesso si chiama quota di emissione.

Se una compagnia aerea inquina di più, deve comprare più quote. Quindi paga di più. L’idea dell’Europa è semplice. Punta a rendere più costoso inquinare, così le aziende sono spinte a usare tecnologie più pulite, carburanti meno inquinanti e a ridurre le emissioni.

Il meccanismo vale oggi soltanto per i viaggi all’interno dello Spazio economico europeo con alcune estensioni, dicevamo, verso Regno Unito e Svizzera. Un volo da Roma a Parigi lo deve applicare, un volo da Roma a New York non lo applica. Presto – nei piani di Bruxelles – verrebbe esteso a tutti.

Lecito aspettarsi la rinnovata opposizione dei vettori statunitensi e cinesi, ma anche di quelli europei che realizzano i maggiori profitti lungo le rotte da un Continente all’altro. I piani comunitari – attenzione – non sono lontani o remoti, al contrario. Per il Financial Times, verrebbero esposti domani stesso alle associazioni ambientaliste e alle compagnie aeree.

Leggi i commenti