Francesco Romito, vice direttore generale vicario del Gruppo Bcc Iccrea, nel 2025 i crediti netti hanno raggiunto 97,9 miliardi, con un peso del 76% di quelli a famiglie e Pmi. C’è chi parla di una stretta del credito in corso. La vedete?
«Direi di no. In generale, i dati sugli impieghi di febbraio ci dicono che il credito alle imprese e alle famiglie cresce, a tassi stabili, con partite deteriorate in calo. I nostri impieghi aumentano a quasi il doppio della velocità del resto del sistema, con tassi di default ai minimi storici. Sul breve termine, constatiamo che le imprese tendono a utilizzare solo una piccola parte del finanziamento ottenuto. Confermiamo quindi, nel triennio, nuovi impieghi per 50,2 miliardi, soprattutto a famiglie e a Pmi. Intendiamo poi aumentare il supporto alle comunità con più finanziamenti alle infrastrutture locali, come porti e aeroporti, private e pubbliche».
Francesco Romito, vice direttore generale vicario del Gruppo Bcc Iccrea, nel 2025 i crediti netti hanno raggiunto 97,9 miliardi, con un peso del 76% di quelli a famiglie e Pmi. C’è chi parla di una stretta del credito in corso. La vedete?
«Direi di no. In generale, i dati sugli impieghi di febbraio ci dicono che il credito alle imprese e alle famiglie cresce, a tassi stabili, con partite deteriorate in calo. I nostri impieghi aumentano a quasi il doppio della velocità del resto del sistema, con tassi di default ai minimi storici. Sul breve termine, constatiamo che le imprese tendono a utilizzare solo una piccola parte del finanziamento ottenuto. Confermiamo quindi, nel triennio, nuovi impieghi per 50,2 miliardi, soprattutto a famiglie e a Pmi. Intendiamo poi aumentare il supporto alle comunità con più finanziamenti alle infrastrutture locali, come porti e aeroporti, private e pubbliche».
Volete crescere anche nel risparmio gestito?
«Con una raccolta qualificata di 49 miliardi abbiamo spazio per diversificare i ricavi e riportare dentro casa la domanda dei nostri clienti, che fino a ieri in questo settore si rivolgevano altrove».
Su nuove erogazioni per 19,4 miliardi nel 2025, 6 sono andati a piccole e micro imprese con meno di 20 addetti. È un rischio?
«Sono statisticamente più rischiose, ma finanziarle è tra le nostre finalità istituzionali: la nostra presenza ha senso se miglioriamo le condizioni socio-economiche delle famiglie e per farlo sono cruciali i rapporti con le Pmi. Detto ciò, come anche evidenziato dall’Eba che ha analizzato il rapporto tra crediti deteriorati lordi e crediti totali, le nostre banche presentano livelli di rischio nel segmento delle Pmi inferiori alla media italiana e a quella europea».
Come lo spiega?
«Il modello cooperativo, basato sulla relazione e sulla presenza fisica, qualche beneficio in più in termini di riduzione della rischiosità lo produce».
In Italia si attende il secondo tempo del risiko. Si dice siate in corsa per Bdm (ex Popolare di Bari) con Popolare di Puglia e Basilicata (Bppb). Conferma?
«Non siamo interessati a rilevare una banca ma a rafforzare la nostra capacità di servizio in alcuni territori dove riteniamo ci sia una domanda di credito cooperativo. Potremmo incorporare una parte degli sportelli nel nostro modello, come stiamo facendo con le sei filiali di recente acquisite da Bper. Il nostro focus è il territorio. Se Bppb è interessata a collaborare con noi, ci siamo».
Con 2.500 sportelli, siete il secondo gruppo per filiali in Italia. Le Bcc sono presenti in 1.674 comuni bancarizzati e in 398 di questi rappresentano l’unica presenza bancaria…
«Su alcune piazze decidiamo di restare, anche se il rapporto tra costi e benefici può essere sfidante, perché il nostro statuto indica tra gli obiettivi il contributo allo sviluppo economico e sociale. La nostra presenza favorisce l’inclusione finanziaria delle fasce digitalmente meno alfabetizzate o con più difficoltà di mobilità, in generale non attrattive per gli altri intermediari. La prossimità resta un caposaldo del nostro piano triennale: accompagneremo la digitalizzazione contemplando anche l’Intelligenza artificiale e mantenendo presidi fisici».
I comuni dove le Bcc Iccrea sono l’unica presenza bancaria
Nel 2025, le Bcc del gruppo hanno realizzato oltre 25mila erogazioni liberali per 70 milioni di euro, di cui 52 milioni in beneficenza e circa 18 milioni in sponsorizzazioni. Ci parla di qualche progetto?
«I campi sono i più disparati, perché la frammentazione è connessa alla capillarità del nostro modello. Alcuni esempi: Bcc Cantù ha comprato un macchinario per la Tac da 450mila euro, Bcc Veneta ha erogato 200mila euro per l’assistenza ad anziani e non autosufficienti, Bcc Pontassieve ha stanziato 700mila euro per il teatro comunale. Ancora, Bcc Mozzanica ha donato 65mila euro alla parrocchia per favorire la partecipazione delle persone alle iniziative sociali. Abbiamo 25.000 di queste storie da raccontare, sono la nostra forza».
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