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Startup di rientro: il quantum software sceglie Milano

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Algorithmiq raccoglie 18 milioni da United Venture e Cdp: mette la sede in Italia. “Qui i talenti migliori. Gli algoritmi strategici tanto quanto l’hardware Usa: l’Europa può giocare la partita”
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MILANO – Dalla Sicilia a Milano, passando per la Finlandia e molto altro. È la storia personale di Sabrina Maniscalco, già docente di Informazione quantistica all’Università di Helsinki e vicedirettore del Centro di eccellenza finlandese per le tecnologie quantistiche. Ma anche quella industriale della Algorithmiq, startup di cui è ceo e che ha fondato insieme a Guillermo García-Pérez, Matteo Rossi e Boris Sokolov.

Algorithmiq da Helsinki rientra a Milano, dove mette il suo quartier generale pur mantenendo piede in Finlandia, ma anche a Londra e Dublino. Lo fa in concomitanza con una importante raccolta di capitali: un round da 18 milioni di euro (che porta a 36 milioni il totale dalla nascita). A guidare il finanziamento - il maggiore mai registrato in Italia per una startup quantistica - sono United Ventures e Cdp Venture Capital.

Tutto ha inizio in lockdown

Algorithmiq si concentra sul “quantum software”: quel che riesce a far rendere al meglio l’hardware (il computer quantistico) …

MILANO – Dalla Sicilia a Milano, passando per la Finlandia e molto altro. È la storia personale di Sabrina Maniscalco, già docente di Informazione quantistica all’Università di Helsinki e vicedirettore del Centro di eccellenza finlandese per le tecnologie quantistiche. Ma anche quella industriale della Algorithmiq, startup di cui è ceo e che ha fondato insieme a Guillermo García-Pérez, Matteo Rossi e Boris Sokolov.

Algorithmiq da Helsinki rientra a Milano, dove mette il suo quartier generale pur mantenendo piede in Finlandia, ma anche a Londra e Dublino. Lo fa in concomitanza con una importante raccolta di capitali: un round da 18 milioni di euro (che porta a 36 milioni il totale dalla nascita). A guidare il finanziamento - il maggiore mai registrato in Italia per una startup quantistica - sono United Ventures e Cdp Venture Capital.

Tutto ha inizio in lockdown

Algorithmiq si concentra sul “quantum software”: quel che riesce a far rendere al meglio l’hardware (il computer quantistico) trasformandolo in una risorsa concretamente utile. Una storia «partita durante il lockdown, quando fummo tra i primi a utilizzare il computer quantistico reso accessibile in cloud da Ibm», racconta Maniscalco. Da quella miccia, l’idea di «sviluppare algoritmi e software che combinano Intelligenza artificiale e computer quantistici per applicazioni destinate agli utenti finali».

Due le soluzioni pratiche, che aiutano a decifrare l’oggetto dell’attività di Algorithmiq: «Abbiamo realizzato una ‘digital quantum interface’, un software che mitiga gli errori dei computer quantistici. Questi sono infatti delicatissimi, sensibili al rumore: la nostra piattaforma ‘pulisce’ i risultati che offrono i computer». Un’interfaccia che si può acquistare ‘a scaffale’, insieme alla fruizione dell’hardware, e che tra gli utilizzatori vede già nomi noti come il Cern.

Poi c’è la parte di soluzioni ‘verticali’, una pipeline («scalabile», rimarca) di algoritmi che consentono, ad esempio, di simulare il comportamento di molecole e tessuti: una svolta per l’industria pharma e la fase dei trial clinici, che già è valsa premi internazionali ad Algorithmiq.

Le carte dell’Italia

In questo percorso di crescita arriva la scelta di rientrare in Italia, a Milano. E non è casuale: «La fisica quantistica è nata in Europa, l’Italia è una fucina di talenti - dice Maniscalco - Puntiamo a diventare campioni nazionali e punto di riferimento per il sistema quantistico». I capitali raccolti servono a espandere le attività commerciali come partner software per i principali produttori mondiali di hardware quantistico. Già nel 2025 sono entrati accordi commerciali rilevanti con partner come Microsoft, Ibm e Rigetti. Il rimpatrio è anche un voto per Milano come «base strategica di grande attrattività», riconoscendo il valore che il deeptech sta acquisendo nell’agenda politica, a partire dalla Strategia Nazionale Quantistica italiana lanciata nel 2025.

Sulla competizione globale e il rischio di dipendere dall’hardware americano, Maniscalco ribalta la prospettiva: «L’Europa deve continuare a coltivare le sue startup di quantum hardware. Ma deve rendersi conto che il software è altrettanto sensibile. Sviluppato in maniera proprietaria e protetto, diventa strategico al pari dell’hardware. È chiaro che presidiare tutta la catena del valore è importante - conclude - ma ci sono pezzi strategici nella filiera nei quali l’Europa ha tutte le carte in regola per imporsi».

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