ROMA – Lo slogan della premier Meloni era forte: «Niente incentivi pubblici a chi sottopaga i lavoratori». Ma il decreto Primo maggio rischia di non fermare i contratti pirata. Perché il legame tra bonus e “salario giusto”, presentato dal governo come leva anti-dumping, lascia aperte due strade. La prima: l’impresa che applica un contratto sottosoglia rinuncia all’incentivo e continua a competere…