MILANO – “Fino a questo momento in Italia non abbiamo osservato alcuna interruzione fisica dei flussi di gas, con tutte le relative spedizioni di marzo consegnate come previsto”. Parola di Snam, il gestore della rete nazionale. Ad aprile, quando Edison ha smesso di ricevere il Gnl (gas liquido) dal Qatar a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, “i volumi sono stati efficacemente sostituiti da carichi provenienti da aree geografiche alternative”, racconta il cfo di Snam, Luca Passa. In altre parole, il metano non è mai mancato.
Stoccaggi pieni per oltre la metà
“La capacità aggiuntiva di Gnl – prosegue Passa – sta rafforzando in modo significativo la sicurezza energetica del Paese, grazie alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, aspetto particolarmente importante nell'attuale contesto geopolitico”.
Nel 2025, prima dello scoppio della guerra nel Golfo Persico, l’Italia già importava 20,6 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto, circa un terzo della doman…
MILANO – “Fino a questo momento in Italia non abbiamo osservato alcuna interruzione fisica dei flussi di gas, con tutte le relative spedizioni di marzo consegnate come previsto”. Parola di Snam, il gestore della rete nazionale. Ad aprile, quando Edison ha smesso di ricevere il Gnl (gas liquido) dal Qatar a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, “i volumi sono stati efficacemente sostituiti da carichi provenienti da aree geografiche alternative”, racconta il cfo di Snam, Luca Passa. In altre parole, il metano non è mai mancato.
Stoccaggi pieni per oltre la metà
“La capacità aggiuntiva di Gnl – prosegue Passa – sta rafforzando in modo significativo la sicurezza energetica del Paese, grazie alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, aspetto particolarmente importante nell'attuale contesto geopolitico”.
Nel 2025, prima dello scoppio della guerra nel Golfo Persico, l’Italia già importava 20,6 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto, circa un terzo della domanda italiana. Il metano trasportato in forma liquida via mare viene rigassificato in uno dei cinque hub – controllati da Snam – lungo le coste tricolore, per poi essere immessi in rete. Anche grazie a questi carichi, a fine aprile gli stoccaggi italiani erano già pieni al 50 per cento (oggi il livello di riempimento è di 53,27%, come emerge dalla piattaforma Gas Infrastructure Europe). Non solo: già dallo scorso 23 aprile, a seguito delle ultime aste per l’allocazione della “spazio” per il prossimo inverno, la capacità assegnata ha raggiunto il 90%.
Un miliardo di investimenti nel primo trimestre
Il business delle infrastrutture gas, dalla rigassificazione al trasporto al biometano, ha assorbito la maggior parte degli investimenti del gruppo, che nel primo trimestre dell’anno hanno sfiorato il miliardo. Quasi il triplo dello stesso periodo dell’anno precedente. Tra gennaio e marzo 2026, Snam ha visto crescere i ricavi a un miliardo di euro, ancora una volta grazie all’andamento del business regolato. Il margine operativo lordo si è attestato a 775 milioni, in rialzo del 9,3% escludendo l’effetto di proventi straordinari nel 2025, mentre l’utile netto rettificato è salito dell’1,6% a 375 milioni.
In crescita anche l'indebitamento finanziario netto, pari a 18,5 miliardi, a seguito dei maggiori investimenti, del pagamento dell'acconto sul dividendo per 404 milioni, del rifinanziamento del bond convertibile in azioni Italgas per 432 milioni e dei debiti finanziari per 377 milioni legati all'acquisizione del controllo di Olt, la società che controlla il polo di rigassificazione in Toscana.
“In un contesto globale altamente volatile, abbiamo registrato un ottimo avvio del 2026, pienamente in linea con la guidance annuale”, commenta l'amministratore delegato di Snam, Agostino Scornajenchi sottolineando i “solidi risultati operativi, una gestione finanziaria disciplinata e un quadro regolatorio altamente visibile”.
Bioenerys, firma entro l’anno per la cessione
Dall’incontro con il mercato emerge qualche dettaglio anche sulla cessione di Bioenerys, la controllata che gestisce gli impianti di biometano e che Snam dovrà cedere per conformarsi alle normative europee. Il gruppo ha completato “con successo” la fase uno della gara per la cessione delle attività e si prepara alla fase due per firmare “entro l'anno e completare l’operazione all’inizio del 2027”, fa sapere il direttore finanziario. Secondo il manager, si è registrato un “interesse di mercato molto significativo”.