Monopattini, obbligo di targa dal 17 maggio. Migliaia di pratiche inevase ma non c’è il rinvio
di Massimo FerraroROMA – Ancora migliaia di pratiche inevase a poche ore dall’inizio dell’obbligo di targa per i monopattini. Il ministero dei Trasporti è fiducioso che “entro pochi giorni” tutti i contrassegni verranno consegnati, grazie agli sforzi di una task force messa in campo a ridosso della scadenza. Cade così nel vuoto la richiesta delle associazioni di categoria, Assosharing e Unasca in testa, che avevano chiesto il rinvio al 16 luglio per rispettare la nuova norma. Una data non casuale, considerato che è la data in cui è slittato l’obbligo di copertura Rc auto per chi possiede un monopattini, inizialmente previsto il 17 maggio.
Obbligo di targa per i monopattini: le criticità
Il 17 maggio – ossia 60 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta del …
ROMA – Ancora migliaia di pratiche inevase a poche ore dall’inizio dell’obbligo di targa per i monopattini. Il ministero dei Trasporti è fiducioso che “entro pochi giorni” tutti i contrassegni verranno consegnati, grazie agli sforzi di una task force messa in campo a ridosso della scadenza. Cade così nel vuoto la richiesta delle associazioni di categoria, Assosharing e Unasca in testa, che avevano chiesto il rinvio al 16 luglio per rispettare la nuova norma. Una data non casuale, considerato che è la data in cui è slittato l’obbligo di copertura Rc auto per chi possiede un monopattini, inizialmente previsto il 17 maggio.
Obbligo di targa per i monopattini: le criticità
Il 17 maggio – ossia 60 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta del decreto e l’attivazione del portale – doveva scattare l’obbligo di targa e assicurazione per i possessori di monopattino. Il ministero, accogliendo le richieste di Ania, ha posticipato l’obbligo di copertura assicurativa verso terzi al 16 luglio, per “esigenze di natura tecnico-organizzativa". Una formula che sembrerebbe potersi applicare anche al caso dei “targhini”, imposti per identificare i mini-veicoli a due ruote. Si è infatti creato un imbuto a ridosso della scadenza che ha rallentato le consegne, con un paradosso. Chi ha fatto richiesta, e quindi già effettuato il pagamento, ma ha ricevuto una data di rilascio successiva al 17 maggio, rischia la multa. Che non è irrisoria, varia da 100 a 400 euro.
La consegna solo nelle motorizzazioni
Cosa è successo? “Il decreto prevedeva che la consegna (che avviene con ritiro fisico del richiedente, ndr) delle targhe potesse essere effettuata sia dalle motorizzazioni sia dalle agenzie pratiche auto – spiega Giuseppe Guarino, segretario nazionale studi Unasca – questo avrebbe velocizzato il servizio. Invece non è stato ultimato il processo informatico per poterci accreditare e tutto è finito in capo alle motorizzazioni”. Gli uffici del Ced delle motorizzazioni “hanno fatto un lavoro enorme”, ma hanno dovuto elaborare centinaia di migliaia di richieste, senza avere le risorse necessarie per soddisfare agevolmente le domande. Secondo le ultime stime, i monopattini elettrici privati circolanti in Italia sono tra i 300 e i 500mila, anche se manca un dato ufficiale. Ad Assoutenti risulta che sono 200mila i contrassegni inviati alle motorizzazioni, che hanno poi dovuto gestire l’assegnazione alle singole pratiche. Con tempi stretti. Anche perché “fino al 13 aprile e per 28 giorni – dice Andrea Giaretta, general manager di Dott e vice presidente di Assosharing – sul Portale unico era impossibile inoltrare prenotazioni, era intasato”. Quindi di fatto le motorizzazioni hanno avuto poco più di due settimane per programmare la consegna dei contrassegni. “E ora – fa sapere – il primo appuntamento disponibile è tra una settimana, oltre i termini per essere a norma”.
Il nodo del rinvio dell’obbligo
Assosharing ha chiesto al ministero dei Trasporti di rinviare l’entrata in vigore dell’obbligo. “Anche di due settimane, per dare il tempo di consegnare i targhini almeno a quegli utenti che hanno già fatto richiesta entro i termini di legge”, continua Giaretta, sottolineando che è una richiesta al ribasso. L’associazione riunisce le principali aziende di mobilità condivisa, un parco monopattini in sharing di circa 60mila mezzi. “Tutti i nostri associati hanno fatto richiesta appena possibile – aggiunge – fino a tre settimane fa non era arrivato pressoché nulla. La maggior parte dei contrassegni è arrivata la scorsa settimana, a oggi ne mancano ancora almeno un quarto“. Circa 15mila targhe, solo per lo sharing, non ancora consegnate dalle motorizzazioni, ingolfate dalle richieste. Il punto è che senza rinvio, le aziende di sharing rischiano di avere in strada migliaia di monopattini fuori legge, ma “gli operatori hanno fatto quello che dovevano, è assurdo trovarsi in questa situazione”. Anche perché l’aspetto economico non è secondario. Il costo di ciascuna pratica è stato di circa 25-30 euro, la spesa totale tra 1,5 e 1,8 milioni di euro. “A cui bisogna aggiungere il lavoro svolto per inoltrare le richieste, il tempo per andare a ritirare i contrassegni e – chiosa – il costo del personale che dovrà installarli”.
La richiesta di rinvio è arrivata anche da Unasca, che rappresenta le scuole guida e gli studi di consulenza, e da Assoutenti. Dal ministero trapela l’intenzione di non allungare i tempi di entrata in vigore della norma. Il Mit avrebbe messo in piedi una task force per evadere le ultime pratiche, che fonti interne stimano in circa 30mila, ma che che sono fiduciosi di poter sbrigare in pochi giorni. In tempo per il 17 maggio. Anche se i dubbi restano. “Si è rovinato un progetto che in genesi era buono – conclude Giaretta – perché si è fatto male e di fretta. E il problema ricade di nuovo sugli operatori”.
Mit: “Solo 10mila ancora da rilasciare, nessun rinvio”
In una nota, il ministero fa sapere che gli uffici sono all’opera per smaltire le ultime pratiche: secondo il dicastero sarebbero solo 10mila le targhe non ancora consegnate. “Ad oggi sono state presentate richieste per circa 60 mila contrassegni identificativi; di questi, circa 50 mila sono già stati rilasciati agli utenti – sono i numeri del ministero – in considerazione dell’elevato numero di richieste di prenotazione registrate nelle ultime settimane, la Motorizzazione sta monitorando costantemente la disponibilità degli appuntamenti e ha già adeguatamente ampliato l’offerta degli slot disponibili, al fine di contenere i tempi di attesa in vista dell’entrata in vigore dell’obbligo di circolazione con contrassegno prevista dal 17 maggio 2026”. Il comunicato prosegue poi ribadendo il consiglio, per chi avesse un appuntamento di ritiro successivo al 16 maggio, di “verificare la possibilità di riprogrammare la prenotazione su date antecedenti, attraverso il sistema online”. Anche se le associazioni, che hanno numeri diversi sulle targhe non ancora arrivate, spiegano che la disponibilità di appuntamenti è limitata. In ogni caso, nessuno slittamento: “Stanno monitorando giornalmente i numeri di richieste presentate ed evase ed attualmente non è previsto un periodo di tolleranza per chi circola privo di targa”.