ROMA - Rottamazione quinquies ampliata anche alle cartelle di Regioni ed enti locali, comprese le multe previste dal codice della strada (solo per interessi e aggi dovuti). Ma sul fronte degli aiuti per gli autotrasportatori alle prese con il caro gasolio, il governo invita la maggioranza ad andarci piano con gli emendamenti.
Sono le due novità del decreto fiscale che oggi arriva nell’aula del Senato. La prima proposta di modifica passa e la sanatoria si allarga ai debiti con la Pa sorti tra il 1° gennaio 2000 e il dicembre 2023, che andranno saldati entro il 31 gennaio 2027 in un’unica tranche o in 54 rate bimestrali: in ogni caso la dichiarazione va compilata online entro ottobre.
Gli aiuti ai camionisti invece vengono frenati. La ragione? La richiesta – 100 milioni – non può essere accolta perché le risorse necessarie a coprire l’intervento non ci sono. Detto, fatto: i firmatari delle proposte ritirano i testi, che quindi non arrivano sul tavolo del voto della commissione Finanze d…
ROMA - Rottamazione quinquies ampliata anche alle cartelle di Regioni ed enti locali, comprese le multe previste dal codice della strada (solo per interessi e aggi dovuti). Ma sul fronte degli aiuti per gli autotrasportatori alle prese con il caro gasolio, il governo invita la maggioranza ad andarci piano con gli emendamenti.
Sono le due novità del decreto fiscale che oggi arriva nell’aula del Senato. La prima proposta di modifica passa e la sanatoria si allarga ai debiti con la Pa sorti tra il 1° gennaio 2000 e il dicembre 2023, che andranno saldati entro il 31 gennaio 2027 in un’unica tranche o in 54 rate bimestrali: in ogni caso la dichiarazione va compilata online entro ottobre.
Gli aiuti ai camionisti invece vengono frenati. La ragione? La richiesta – 100 milioni – non può essere accolta perché le risorse necessarie a coprire l’intervento non ci sono. Detto, fatto: i firmatari delle proposte ritirano i testi, che quindi non arrivano sul tavolo del voto della commissione Finanze di palazzo Madama. Niente aiuti aggiuntivi, quindi, ai conducenti dei tir. Lo stop genera effetti collaterali non di poco conto.
La decisione arriva a pochi giorni dallo sciopero nazionale indetto dalla categoria: dal 25 al 29 maggio, infatti, i mezzi pesanti si fermeranno per protestare contro i ristori dell’esecutivo in vigore (un credito d’imposta al 20% per l’acquisto del carburante a marzo, aprile e maggio) ritenuti insufficienti. Per questo negli scorsi giorni il ministro dei Trasporti Matteo Salvini si era impegnato per un segnale aggiuntivo. Un pressing che puntava a inserire nuovi aiuti già nel decreto per la proroga del taglio delle accise approvato dal Cdm il 30 aprile. Ma il provvedimento si è limitato ad allungare gli sconti al distributore per tutti, tra l’altro riducendoli.