ROMA – Anche Byd è interessata agli stabilimenti di Stellantis nel Vecchio Continente. E nel mirino del colosso cinese potrebbero finire anche le fabbriche italiane sottoutilizzate, come Cassino, che fa gola pure ad altri gruppi del Paese del Dragone, e Mirafiori. A rivelarlo è la vicepresidente del gruppo cinese Stella Li a Bloomberg a margine dell’evento del Financial Times “Future of the car”: «Stiamo parlando non solo con Stellantis, ma anche con altre aziende». E poi: «Stiamo cercando qualsiasi stabilimento disponibile in Europa perché vogliamo sfruttare questo tipo di capacità produttiva in eccesso», ha aggiunto. Non si tratta proprio di una trattativa, ma di una sorta di sondaggio esplorativo. Ricerca che potrebbe interessare anche l’Italia. Byd non vuole una gestione condivisa delle fabbriche, ma acquistarle. E Stella Li parla anche dei marchi, come Maserati: «È molto interessante, ma non abbiamo intrapreso alcuna azione».
ROMA – Anche Byd è interessata agli stabilimenti di Stellantis nel Vecchio Continente. E nel mirino del colosso cinese potrebbero finire anche le fabbriche italiane sottoutilizzate, come Cassino, che fa gola pure ad altri gruppi del Paese del Dragone, e Mirafiori. A rivelarlo è la vicepresidente del gruppo cinese Stella Li a Bloomberg a margine dell’evento del Financial Times “Future of the car”: «Stiamo parlando non solo con Stellantis, ma anche con altre aziende». E poi: «Stiamo cercando qualsiasi stabilimento disponibile in Europa perché vogliamo sfruttare questo tipo di capacità produttiva in eccesso», ha aggiunto. Non si tratta proprio di una trattativa, ma di una sorta di sondaggio esplorativo. Ricerca che potrebbe interessare anche l’Italia. Byd non vuole una gestione condivisa delle fabbriche, ma acquistarle. E Stella Li parla anche dei marchi, come Maserati: «È molto interessante, ma non abbiamo intrapreso alcuna azione».
Si moltiplicano quindi i pretendenti targati Dragone. Tanto che il piano che l’ad di Stellantis, Antonio Filosa, presenterà la prossima settimana ad Auburn Hills, dove si trova il quartier generale del gruppo negli Usa, ha una trama sempre più cinese. In ballo non ci sono solo gli annunci legati al partner strategico della Repubblica Popolare, Leapmotor, che ha messo gli occhi sui siti di Saragozza, dove produrrà un suo modello e contribuirà a realizzare anche un Suv a marchio Opel, e Madrid, che dovrebbe finire in mano alla joint venture tra il costruttore di Hangzhou e quello italo-francese.
La società guidata da Filosa ha anche ripreso i rapporti con Dongfeng, altro big di Pechino delle quattro ruote con cui, prima Psa e poi Stellantis, ha una collaborazione. E la lista di possibili partnership include pure il marchio Faw che è entrato nel capitale Leapmotor.
Sui tetti di Mirafiori o Cassino potrebbero comparire insegne di Byd? Molto difficile nel primo caso, meno nel secondo. Probabile però che Stellantis tenti strade alternative rispetto a quella che porta al produttore di Shenzhen. Anche fuori dalla Cina come ha detto Filosa: «Le partnership non devono essere monodirezionali e non riguarderanno solo i cinesi».