Bonus assunzioni al via, ma non per gli apprendisti. E solo con il salario giusto
di Valentina ConteROMA – Dopo cinque mesi di attesa, arrivano le regole Inps per usare gli sgravi sulle assunzioni di giovani, donne e lavoratori nella Zes. Tre circolari, basate sul decreto Primo maggio, che consentono alle imprese di recuperare anche le assunzioni fatte dal primo gennaio 2026, ma con paletti più stretti rispetto al quadro disegnato dopo il Milleproroghe. E il nuovo vincolo del “salario giusto”. In realtà il decreto potrebbe ancora cambiare: la discussione alla Camera ancora non è entrata nel vivo. Ma il governo ha deciso comunque di accelerare. Non a caso Inps parla di “prime indicazioni operative”.
Stanziamenti e nodi
I tre bonus valgono 759 milioni nel triennio. Con il quarto incentivo sulle trasformazioni under 35, ancora fermo in attesa de…
ROMA – Dopo cinque mesi di attesa, arrivano le regole Inps per usare gli sgravi sulle assunzioni di giovani, donne e lavoratori nella Zes. Tre circolari, basate sul decreto Primo maggio, che consentono alle imprese di recuperare anche le assunzioni fatte dal primo gennaio 2026, ma con paletti più stretti rispetto al quadro disegnato dopo il Milleproroghe. E il nuovo vincolo del “salario giusto”. In realtà il decreto potrebbe ancora cambiare: la discussione alla Camera ancora non è entrata nel vivo. Ma il governo ha deciso comunque di accelerare. Non a caso Inps parla di “prime indicazioni operative”.
Stanziamenti e nodi
I tre bonus valgono 759 milioni nel triennio. Con il quarto incentivo sulle trasformazioni under 35, ancora fermo in attesa del via libera Ue, si sale a 934 milioni, vicino al miliardo rivendicato da Giorgia Meloni. La relazione tecnica stima 94.500 nuove assunzioni agevolate quest’anno con i tre bonus.
Ma nelle audizioni alla Camera sindacati e imprese hanno segnalato tre nodi. Il “salario giusto” misurato dal trattamento economico complessivo (Tec) non è ancora definito. Per come è scritta la norma, l’impresa “pirata” potrebbe alzare il Tec solo al singolo lavoratore “agevolato”, per prendersi il bonus e lasciare gli altri dipendenti sottopagati. Restano fuori apprendistato, lavoro domestico e trasformazioni dei contratti a termine fino all’ok Ue.
Tutti e tre i bonus sono condizionati all’incremento occupazionale netto: l’azienda non deve solo sostituire una persona con un’altra, ma aumentare davvero il numero dei lavoratori occupati.
Bonus giovani: under 35, ma non basta l’età
Il bonus giovani vale per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2026 di lavoratori che non abbiano ancora compiuto 35 anni. Ma l’età da sola non basta: il giovane deve essere “svantaggiato” o “molto svantaggiato”, cioè senza impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno 12 mesi con altre condizioni di fragilità, oppure ancora da almeno 6 mesi nei casi di svantaggio più ampio.
Lo sgravio copre il 100% dei contributi a carico del datore, escluso l’Inail: fino a 500 euro al mese, che salgono a 650 euro nelle sedi o unità produttive della Zes unica. Dura 24 mesi per i molto svantaggiati e 12 mesi per gli svantaggiati. Fuori contratti a termine, trasformazioni, apprendistato, lavoro domestico, intermittente e occasionale.
Bonus donne: fino a 800 euro
Il bonus donne riguarda le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate o molto svantaggiate. Non c’è un limite generale di età.
Lo sgravio dura 24 mesi per le donne “molto svantaggiate”: quelle senza impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti. Oppure senza impiego da almeno 12 mesi se hanno altri fattori di svantaggio, come età tra 15 e 24 anni, assenza di diploma, più di 50 anni, carichi familiari o impiego in settori con forte divario di genere.
Dura invece 12 mesi per le donne “svantaggiate”: tra queste rientrano anche quelle senza impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi. Lo sgravio è sempre del 100% dei contributi datoriali, escluso l’Inail: fino a 650 euro al mese, che diventano 800 euro se la lavoratrice è residente nella Zes unica.
Bonus Zes: piccole imprese e over 35 disoccupati
Il bonus Zes è il più mirato. Spetta ai datori privati che occupano fino a 10 dipendenti e assumono a tempo indeterminato personale non dirigente in una sede o unità produttiva della Zes unica: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e Umbria.
Il lavoratore deve avere almeno 35 anni ed essere disoccupato da almeno 24 mesi. Lo sgravio copre il 100% dei contributi datoriali, escluso l’Inail, fino a 650 euro al mese per 24 mesi. Se il lavoratore viene spostato fuori dalla Zes, il bonus si perde dal mese successivo. In caso di somministrazione conta il luogo effettivo della prestazione presso l’utilizzatore, non la sede dell’agenzia.
Domande online, moduli in arrivo
Le domande andranno presentate sul Portale delle Agevolazioni Inps, ex DiResCo, ma i moduli saranno attivati con un successivo messaggio. La richiesta potrà essere inviata anche prima dell’assunzione: l’Inps accantona le risorse e il datore ha 10 giorni per assumere e inviare la documentazione Unilav o Unisomm. Se il termine salta, si perde l’accantonamento.