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Decreto fiscale, sì con la fiducia. Le opposizioni: “Solo sanatorie”

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Minoranze all’attacco sul testo approvato in Senato: “Aiuta solo chi non paga”. Dopo lo stop allo sconto sui carburanti tocca a Mr Prezzi
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ROMA - Un provvedimento di ritocchi e correzioni. Blindato in Parlamento: poche modifiche, tutte marginali. Il decreto fiscale passa al Senato con il lucchetto della fiducia (99 sì e 56 no) e si appresta a essere approvato dalla Camera senza altri innesti, ma la spinta non c’è. Lo spiega lo stop agli emendamenti della maggioranza che puntavano a incrementare gli aiuti agli autotrasportatori alle prese con il caro gasolio. Resta in piedi solo la sorveglianza speciale di Mr prezzi sui prezzi dei carburanti. Scatterà da fine giugno: se rileverà «una possibile tendenza incrementale» dovrà inviare una relazione al ministro delle Imprese Adolfo Urso, che a sua volta potrà attivare «un regime speciale regime di controllo dei fenomeni distorsivi».

Un altro indizio della scarsa incisività del decreto è la natura delle proposte accolte: a costo zero. Lo denunciano le opposizioni. «È l’ennesimo provvedimento che aiuta chi non paga», dice il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Francesco Boccia. An…

ROMA - Un provvedimento di ritocchi e correzioni. Blindato in Parlamento: poche modifiche, tutte marginali. Il decreto fiscale passa al Senato con il lucchetto della fiducia (99 sì e 56 no) e si appresta a essere approvato dalla Camera senza altri innesti, ma la spinta non c’è. Lo spiega lo stop agli emendamenti della maggioranza che puntavano a incrementare gli aiuti agli autotrasportatori alle prese con il caro gasolio. Resta in piedi solo la sorveglianza speciale di Mr prezzi sui prezzi dei carburanti. Scatterà da fine giugno: se rileverà «una possibile tendenza incrementale» dovrà inviare una relazione al ministro delle Imprese Adolfo Urso, che a sua volta potrà attivare «un regime speciale regime di controllo dei fenomeni distorsivi».

Un altro indizio della scarsa incisività del decreto è la natura delle proposte accolte: a costo zero. Lo denunciano le opposizioni. «È l’ennesimo provvedimento che aiuta chi non paga», dice il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Francesco Boccia. Anche i 5 stelle sono critici: «Il decreto è un’accozzaglia di norme inutili», chiosa la vicepresidente al Senato Mariolina Castellone. Per Italia Viva, invece, «il governo continua a rincorrere emergenze con decreti confusi».

I rilievi passano in rassegna un provvedimento scarno. Serve all’esecutivo per risarcire le imprese “esodate” di Transizione 5.0 con il 35% del credito d’imposta richiesto e per cancellare la stretta sull’iperammortamento inserita nella manovra: la maxi-agevolazione fiscale sarà concessa alle aziende che acquistano beni (macchinari e tecnologie) prodotti ovunque nel mondo, non solo dentro i confini europei.

Il resto del provvedimento è un mix di necessità normative, piccoli favori a chi paga le tasse in ritardo e micromisure. La prima esigenza è legata alla necessità di travasare il taglio delle accise nel decreto, per evitare di finire fuori tempo massimo con i tempi di conversione.

Il capitolo fiscale è ristretto, ma le modifiche spinte da Fratelli d’Italia, Lega e FI danno comunque una mano a chi è in debito con il Fisco: la rottamazione quinquies si allarga e tira dentro i debiti affidati alla Riscossione da Regioni e enti locali dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Potranno quindi essere rottamati sia i debiti tributari, come Imu e Tari, che gli altri, dai canoni di locazione alle multe (quest’ultime diventano sanabili limitatamente agli interessi e agli aggi dovuti). Arriva anche una tolleranza di cinque giorni per le scadenze dei pagamenti di chi ha aderito alla rottamazione 5, ma solo per chi ha scelto di pagare in un’unica soluzione o per l’ultima scadenza del piano di rateizzazione.

Un mese in più alle partite Iva per aderire al concordato preventivo biennale: la domanda per il patto con l’Agenzia delle Entrate potrà essere presentata entro il 31 ottobre. Cambia anche il tetto alla proposta. Sarà introdotto anche per chi una pagella fiscale insufficiente. Tra le micro norme spuntano agevolazioni fiscali per l’America’s Cup, sostegni alle agenzie di viaggio, 10 milioni al florovivaismo e 92 milioni al porto di Piombino.

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