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Unipol, due opzioni per il 2026: “Acquisizioni o più dividendi”

(lapresse)

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La compagnia batte le attese e gli utili volano. Laterza: “Non saliremo sopra il 20% di Bper”
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MILANO – Con un patrimonio netto consolidato a quasi 12 miliardi e fondi propri per 13,2 miliardi al 31 marzo, Unipol dispone di «una forte posizione di capitale» per far fronte ai diversi scenari che possono aprirsi. Lo ha sottolineato ieri l’ad Matteo Laterza, in conference call con gli analisti, invitando in primo luogo a «considerare che siamo in una fase in cui i mercati finanziari sono molto vicini al top. Ci potrebbe essere una fase di rischio e quindi penso che serva avere abbastanza capitale per affrontarla». Se questo scenario non dovesse concretizzarsi, Unipol potrebbe optare per qualche acquisizione, finanziando «l’extra crescita in alcune aree di business come la salute o la banca assicurazione». E se poi il capitale in più non dovesse servire nemmeno a questo, il gruppo bolognese potrebbe pensare di distribuirlo agli azionisti. «In effetti l’abbiamo già fatto - ha precisato Laterza - perché nell’annuncio del dividendo che pagheremo fra pochi giorni (lunedì, ndr) abbiamo…

MILANO – Con un patrimonio netto consolidato a quasi 12 miliardi e fondi propri per 13,2 miliardi al 31 marzo, Unipol dispone di «una forte posizione di capitale» per far fronte ai diversi scenari che possono aprirsi. Lo ha sottolineato ieri l’ad Matteo Laterza, in conference call con gli analisti, invitando in primo luogo a «considerare che siamo in una fase in cui i mercati finanziari sono molto vicini al top. Ci potrebbe essere una fase di rischio e quindi penso che serva avere abbastanza capitale per affrontarla». Se questo scenario non dovesse concretizzarsi, Unipol potrebbe optare per qualche acquisizione, finanziando «l’extra crescita in alcune aree di business come la salute o la banca assicurazione». E se poi il capitale in più non dovesse servire nemmeno a questo, il gruppo bolognese potrebbe pensare di distribuirlo agli azionisti. «In effetti l’abbiamo già fatto - ha precisato Laterza - perché nell’annuncio del dividendo che pagheremo fra pochi giorni (lunedì, ndr) abbiamo aumentato i target di distribuzione a più di 800 milioni, impostando questo numero come base per il futuro». A detta dell’ad di Unipol è «tutto pronto» per garantire ai propri azionisti «un buon livello di redditività anche nel 2026», sebbene sia «un po’ presto per dirlo».

Il ruolo in Bper

Intanto, Unipol ha chiuso il primo trimestre con un utile netto consolidato di 329 milioni, in crescita del 15,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tenendo conto del contributo di Bper, della quale la compagnia possiede il 19,9% diretto più il 5% in derivati, i profitti da gennaio a marzo salgono del 6,2% a 433 milioni. Analizzando il trimestre, Laterza ha evidenziato come l’impatto delle polizze contro i rischi catastrofali, obbligatorie per le imprese, sia stato «eccellente». L’ad ha però invitato a non moltiplicare per quattro i numeri dei primi tre mesi per farsi un’idea dell’andamento del 2026, perché gli eventi catastrofali «hanno un impatto solitamente più alto nel terzo e quarto trimestre».

Quanto a Bper, Laterza ha escluso la possibilità di chiedere alla Bce il permesso per salire oltre il 20% se la banca modenese decidesse di annullare le azioni proprie acquistate (cosa che farebbe aumentare automaticamente le quote dei soci). «Abbiamo un’esposizione di meno del 20% e rimarremo in conformità con le regole, annullamento o non annullamento delle azioni» ha detto Laterza, alludendo quindi alla possibilità di vendere qualche titolo. Ieri a Piazza Affari, in una giornata complicata in cui il Ftse Mib ha ceduto l’1,87 per cento, Bper ha fatto segnare un ribasso del 3,7% mentre Unipol, dopo una partenza in deciso calo, ha chiuso in flessione dello 0,81% a 22,15 euro.

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