Lettera all’Ue, fonti Mef: “Si continua a trattare”. Conte: Meloni è contro i suoi accordi
di Massimo FerraroROMA – La lettera con cui Giorgia Meloni ha chiesto alla Commissione Ue più flessibilità di spesa con l’estensione della deroga al Patto di stabilità prevista per gli investimenti militari anche all’energia “è stata effettivamente ricevuta” ma “non commenteremo ancora il contenuto e la nostra risposta”. Al termine del quotidiano briefing, lo staff di Ursula von der Leyen fa sapere che al momento la posizione non cambia. Le maggiori risorse per contrastare il caro energia, causato dalla crisi di Hormuz e la guerra in Iran, sono da cercare nei fondi già messi a disposizione e non ancora utilizzati. Senza toccare la clausola di salvaguardia nazionale, prevista dall’articolo 26 dei Trattati. “Nel bilancio dell'Ue ci sono ancora circa 95 miliardi di euro da utilizzare in questo settore, su 300 resi disponibili. E l'obiettivo principale ora è garantire che gli Stati membri utilizzino effettivamente i fondi rimanenti”, hanno ribadito i portavoce della presidente della Commissione.
ROMA – La lettera con cui Giorgia Meloni ha chiesto alla Commissione Ue più flessibilità di spesa con l’estensione della deroga al Patto di stabilità prevista per gli investimenti militari anche all’energia “è stata effettivamente ricevuta” ma “non commenteremo ancora il contenuto e la nostra risposta”. Al termine del quotidiano briefing, lo staff di Ursula von der Leyen fa sapere che al momento la posizione non cambia. Le maggiori risorse per contrastare il caro energia, causato dalla crisi di Hormuz e la guerra in Iran, sono da cercare nei fondi già messi a disposizione e non ancora utilizzati. Senza toccare la clausola di salvaguardia nazionale, prevista dall’articolo 26 dei Trattati. “Nel bilancio dell'Ue ci sono ancora circa 95 miliardi di euro da utilizzare in questo settore, su 300 resi disponibili. E l'obiettivo principale ora è garantire che gli Stati membri utilizzino effettivamente i fondi rimanenti”, hanno ribadito i portavoce della presidente della Commissione.
Il governo italiano intravede però uno spiraglio. Da Bruxelles, come già fatto trapelare ieri, ripetono che "continua a seguire da vicino gli sviluppi ed è pronta ad agire di conseguenza, anche avvalendoci delle flessibilità esistenti". Secondo fonti Mef, interpellate a margine della prima giornata del G7 in Francia, sulle richieste di Roma "si continua a trattare". Il ministro Giancarlo Giorgetti, a Parigi, ha incontrato gli omologhi di Francia e Germania e il vice presidente della commissione Valdis Dombrovkis. Sull’ipotesi di attivare la clausola, già avanzata dal ministro in ambito Ecofin a Bruxelles, “il dialogo continua”, assicurano.
Giuseppe Conte: “Siamo al paradosso”
Da Roma però l’opposizione critica l’atteggiamento del governo e della premier in particolare. Per una mossa giudicata tardiva e paradossale. Il più agguerrito è il leader 5 stelle, Giuseppe Conte. “Meloni si lamenta di accordi da lei stessa firmati e rivendicati, fermo restando che non rinnega affatto gli obiettivi di maggiore spesa militare – scrive sui social – Tenta solo, per conservare la faccia agli occhi degli italiani, di distogliere l'attenzione dalle folli spese militari mettendoci accanto qualche spesa per l'energia”. Conte accusa Meloni, ricordando la firma sul Patto come “accordo migliore possibile” mentre ora “scrive fuori tempo massimo a von der Leyen una lettera e dice, ipocritamente, che ‘non possiamo giustificare agli occhi dei nostri cittadini che l'Ue consente flessibilità finanziaria per sicurezza e difesa strettamente intese e non per difendere famiglie, lavoratori e imprese da una nuova emergenza energetica’. Ora siamo al paradosso. Fino a che punto la premier pensa di prendere in giro il Paese con queste furbe operazioni cosmetiche?”.