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Aran: retribuzioni della Pa +14,9% in dieci anni, ma lontane dall’inflazione al 22,6%

Il ministro della Pa Paolo Zangrillo 

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Tra il 2015 e il 2018 la contrattazione è stata bloccata per problemi di bilancio pubblico. Le retribuzioni private nello stesso periodo tra il 2016 e il 2025 sono aumentate del 16,2%
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ROMA – La contrattazione della Pubblica Amministrazione è ripartita dopo gli anni di blocco, per far quadrare i conti pubblici, ma l’aumento messo a punto negli ultimi dieci anni, +14,9% tra il 2016 e il 2025, è inferiore a quello delle retribuzioni del settore privato (+16,2%) e soprattutto rimane ampiamente al di sotto dell’inflazione, che nel periodo ha raggiunto il 22,6%. I dati emergono dal report pubblicato dall’Aran, l’agenzia per la contrattazione pubblica. Nel solo 2025 la crescita delle retribuzioni è stata del 2,7%, a fronte di un’inflazione all’1,5%.

Nel 2025 la crescita media delle retribuzioni contrattuali è del 3,1% per l'intera economia, risultato identico al 2024. Il settore privato segna un +3,2%, trainato dall'agricoltura (+5%), dall'industria (+3,4%) e dai servizi p…

ROMA – La contrattazione della Pubblica Amministrazione è ripartita dopo gli anni di blocco, per far quadrare i conti pubblici, ma l’aumento messo a punto negli ultimi dieci anni, +14,9% tra il 2016 e il 2025, è inferiore a quello delle retribuzioni del settore privato (+16,2%) e soprattutto rimane ampiamente al di sotto dell’inflazione, che nel periodo ha raggiunto il 22,6%. I dati emergono dal report pubblicato dall’Aran, l’agenzia per la contrattazione pubblica. Nel solo 2025 la crescita delle retribuzioni è stata del 2,7%, a fronte di un’inflazione all’1,5%.

Nel 2025 la crescita media delle retribuzioni contrattuali è del 3,1% per l'intera economia, risultato identico al 2024. Il settore privato segna un +3,2%, trainato dall'agricoltura (+5%), dall'industria (+3,4%) e dai servizi privati (+3%). L’Aran precisa che il dato della Pa per il 2025 non registra però ancora il pieno effetto di alcuni importanti rinnovi conclusi a dicembre 2025 e nei primi mesi del 2026, relativi al triennio 2022-2024: Istruzione e Ricerca, Funzioni locali, Sanità.

Anche tra i comparti della Pa ci sono notevoli differenze: le Funzioni centrali guidano il risultato con +5,4%. L'Istruzione e Ricerca segna +2,8%, mentre Sanità (+0,8%) e Funzioni locali (+0,6%) mostrano incrementi più contenuti, in attesa che i rispettivi rinnovi vadano a regime.

«Siamo quindi solo all'inizio di un percorso virtuoso», afferma il ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, ribadendo che «questo governo ha scelto di dare continuità alla contrattazione collettiva, stanziando risorse per tre trienni consecutivi ù 2022-2024, 2025-2027, 2028-2030, con una visione di lungo periodo che la pubblica amministrazione italiana non aveva conosciuto da tempo. La continuità non è un dettaglio tecnico: è la condizione perché i lavoratori pubblici possano programmare il futuro, e perché le amministrazioni possano attrarre e trattenere i talenti di cui hanno bisogno».

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