Compagnia aerea inglese si difende per un ritardo ma “non in italiano”. Giudice di pace la stanga
di Aldo FontanarosaROMA – L’inglese è la lingua universale dell’aviazione. In aula, davanti al Giudice di pace di Napoli, un po’ meno. La compagnia aerea inglese – finita in giudizio per il viaggio travagliato di due passeggeri da Catania a Santorini, via Napoli – prova a difendersi anche con documenti non tradotti in italiano.
Una scelta poco fortunata. Per il giudice, quella documentazione non può costituire una giustificazione efficace del ritardo perché era onere della compagnia produrla in lingua italiana e accompagnarla con la scheda tecnica del volo.
Il vettore, invece, si limita a tradurre solo la relazione del pilota che parla genericamente di “correnti termiche ascenzionali”, come causa dei problemi del viaggio. Troppo poco per decollare anche sul piano processuale.
ROMA – L’inglese è la lingua universale dell’aviazione. In aula, davanti al Giudice di pace di Napoli, un po’ meno. La compagnia aerea inglese – finita in giudizio per il viaggio travagliato di due passeggeri da Catania a Santorini, via Napoli – prova a difendersi anche con documenti non tradotti in italiano.
Una scelta poco fortunata. Per il giudice, quella documentazione non può costituire una giustificazione efficace del ritardo perché era onere della compagnia produrla in lingua italiana e accompagnarla con la scheda tecnica del volo.
Il vettore, invece, si limita a tradurre solo la relazione del pilota che parla genericamente di “correnti termiche ascenzionali”, come causa dei problemi del viaggio. Troppo poco per decollare anche sul piano processuale.
La deviazione su Bari
La vicenda nasce il 10 luglio 2022. Due viaggiatori devono partire da Catania alle 12 con arrivo previsto a Napoli alle 13.05. Da lì avrebbero proseguito per Santorini (in Grecia) con un altro volo fissato alle 17.35 (e pagato 136,15 euro).
Invece il volo da Catania viene deviato su Bari (causa maltempo). Qui i viaggiatori sono imbarcati su autobus “sostitutivi” per approdare a Napoli a notte inoltrata, quando la coincidenza per Santorini è ormai persa. I due viaggiatori devono pernottare in un B&B (spesa 60 euro) e comprare un nuovo biglietto da 146,97 euro a testa per raggiungere finalmente l’isola greca, ma il giorno dopo.
Davanti al Giudice di pace, i viaggiatori chiedono una “compensazione” (risarcimento) e il rimborso delle spese (B&B e nuovo biglietto) dimostrando tra l’altro che altri voli sono arrivati a Napoli Capodichino senza problemi quel giorno anche perché il meteo – a loro parere – non presentava problemi seri.
Le previsioni
La compagnia invoca, invece, una circostanza eccezionale. L’aereo non avrebbe potuto atterrare a Napoli in sicurezza e in tempo – sostiene – a causa delle “forti correnti ascenzionali” e delle raffiche di vento presenti nello scalo campano.
Il Giudice di pace ribatte che una circostanza eccezionale non esonera automaticamente il vettore dall'obbligo di compensazione pecuniaria (il risarcimento). La compagnia – che ben conosce le previsioni meteo prima del decollo – deve provare di aver fatto il possibile per prevenire ripercussioni sul volo ed effetti dannosi per i suoi passeggeri.
Aggiunge il Giudice di pace che un vettore “deve essere consapevole dei rischi connessi alla sua attività e mettere in atto misure professionalmente adeguate”. Non può quindi limitarsi a una “diligenza ordinaria”. Non può fare il compitino.
La pigrizia
Alle responsabilità della compagnia, si aggiunga una certa pigrizia nella difesa davanti al Giudice di pace, che riceve una documentazione tecnica che non è “non in italiano”. Come se una compagnia italiana, davanti a un tribunale di Londra, si presentasse con documenti non in inglese. Come verrebbe accolta?
In questo scenario, ad aprile 2026, il Giudice di pace di Napoli condanna la compagnia a pagare a ognuno dei passeggeri penalizzati i soldi per dormire in città e per il secondo biglietto necessario a raggiungere Santorini, più 250 euro come “compensazione pecuniaria”. Spese di giudizio a carico del vettore per 500 euro più Iva, più varie ed eventuali.