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Energia, l’Ue frena l’Italia: “Usi le risorse esistenti”. Il Mef: stiamo trattando

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Al vertice a Parigi del G7 delle Finanze sulla crisi del petrolio replica informale alla lettera di Meloni sulla flessibilità di bilancio. Pressing di Giorgetti per convincere Francia e Germania
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PARIGI – Nel giorno in cui i ministri delle Finanze del G7 si ritrovano a Parigi anche per discutere di possibili risposte alla crisi energetica, la Commissione europea frena sulla richiesta del governo italiano di estendere la flessibilità di bilancio alle spese per fronteggiare il caro energia. «Il nostro focus ora è sull’utilizzo dei fondi del bilancio Ue e degli altri fondi europei disponibili, che ammontano a 95 miliardi di euro», ha indicato un portavoce dell’esecutivo europeo, precisando che Ursula von der Leyen risponderà «il più rapidamente possibile» alla lettera inviata da Giorgia Meloni. «Stiamo monitorando la situazione dei prezzi dell’energia e siamo pronti a usare la flessibilità esistente», ha aggiunto la Commissione, ricordando anche le deroghe possibili ai vincoli sugli aiuti di Stato già concesse da Bruxelles ai Paesi membri

Al G7 di Parigi il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha incontrato, tra gli altri, i suoi omologhi di Francia e Germania e il vicepres…

PARIGI – Nel giorno in cui i ministri delle Finanze del G7 si ritrovano a Parigi anche per discutere di possibili risposte alla crisi energetica, la Commissione europea frena sulla richiesta del governo italiano di estendere la flessibilità di bilancio alle spese per fronteggiare il caro energia. «Il nostro focus ora è sull’utilizzo dei fondi del bilancio Ue e degli altri fondi europei disponibili, che ammontano a 95 miliardi di euro», ha indicato un portavoce dell’esecutivo europeo, precisando che Ursula von der Leyen risponderà «il più rapidamente possibile» alla lettera inviata da Giorgia Meloni. «Stiamo monitorando la situazione dei prezzi dell’energia e siamo pronti a usare la flessibilità esistente», ha aggiunto la Commissione, ricordando anche le deroghe possibili ai vincoli sugli aiuti di Stato già concesse da Bruxelles ai Paesi membri

Al G7 di Parigi il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha incontrato, tra gli altri, i suoi omologhi di Francia e Germania e il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis. Il dialogo con Bruxelles «prosegue», assicurano fonti del Mef, sottolineando che «si continua a trattare» sulla proposta italiana.

L’Italia fa però fatica a trovare alleati su questo punto, con Francia e Germania che restano scettiche. «Non viviamo più in un periodo in cui il debito pubblico non è un argomento da affrontare», ha sottolineato il ministro francese Roland Lescure, riferendosi alle tensioni sui mercati obbligazionari. Gli investitori temono che la guerra con l’Iran possa provocare uno shock inflazionistico duraturo, spingendo i rendimenti dei titoli di Stato ai massimi da decenni. Anche la Francia registra uno spread in aumento, mentre il tasso medio a cui i governi del G7 si indebitano a dieci anni ha sfiorato il 4%, contro il 3,2% di fine febbraio. «Il modo in cui si sviluppa oggi la crescita mondiale è chiaramente insostenibile», ha proseguito Lescure.

Il rischio di un’inflazione più forte alimenta anche il timore che le banche centrali siano costrette ad alzare rapidamente i tassi d’interesse. Al suo arrivo al G7 Finanze, la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, si è detta «sempre preoccupata». «È il mio lavoro», ha aggiunto per stemperare la tensione. Il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, ha invitato a usare il vertice per «calmare i mercati e imprimere una dinamica positiva». Anche la direttrice generale del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, ha messo in guardia contro misure che potrebbero «aggravare la situazione».

In cima alle priorità dei ministri delle Finanze del G7, che si conclude oggi, ci sono quindi le conseguenze economiche della guerra e del blocco dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran. «Questa guerra danneggia gravemente lo sviluppo economico. Per questo motivo occorre fare tutto il possibile per porvi fine definitivamente, ripristinare la stabilità nella regione e garantire la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz», ha dichiarato in una nota il ministro delle Finanze tedesco, Lars Klingbeil. «Il G7 è la sede appropriata per discutere di queste questioni urgenti con gli Stati Uniti e gli altri paesi», ha aggiunto. Il direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, presente a Parigi, ha avvertito che le scorte commerciali di petrolio stanno diminuendo «molto rapidamente». Lo sblocco delle riserve strategiche deciso a marzo ha immesso sul mercato «circa 2,5 milioni di barili al giorno», ha ricordato Birol, precisando però che quelle riserve «non sono illimitate». Un nuovo rilascio di scorte strategiche non è all’orizzonte, secondo il ministro francese. Per la presidenza francese del G7 anche un semplice riconoscimento della gravità della situazione sarebbe già considerato un passo avanti in vista del vertice dei leader previsto tra un mese a Evian.

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