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Wolff: “I vincoli del Patto vanno rispettati piacciano o no, ci sono regole precise”

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Intervista all’ex numero uno di Bruegel, che sull’impennata dell’inflazione spiega: “È una partita separata è vero che è salita ai massimi dal 2023 ma è materia della Bce”
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ROMA – «Io resterei molto cauto nell’esentare qualsiasi spesa fiscale dalle regole recentemente rinnovate del patto di stabilità». Guntram Wolff, nativo di Friburgo, a lungo direttore dell’influente think-tank Bruegel e attualmente economista presso l’Université libre de Bruxelles (pur restando ricercatore “senior” di Bruegel), non è d’accordo con la richiesta del governo italiano di creare una seconda deroga alla regole fiscali dell’Unione: dopo le spese per la difesa (peraltro gonfiatesi fino a 67 miliardi con l’accordo Usa-Ue per l’aumento del 5%), anche quelle per l’energia.

Però siamo di fronte alla peggior crisi energetica della storia, Usa e Iran sono lontani da un accordo e le prospettive sembrano indefinite…

«Per questo la commissione ha ribadito, in occasi…

ROMA – «Io resterei molto cauto nell’esentare qualsiasi spesa fiscale dalle regole recentemente rinnovate del patto di stabilità». Guntram Wolff, nativo di Friburgo, a lungo direttore dell’influente think-tank Bruegel e attualmente economista presso l’Université libre de Bruxelles (pur restando ricercatore “senior” di Bruegel), non è d’accordo con la richiesta del governo italiano di creare una seconda deroga alla regole fiscali dell’Unione: dopo le spese per la difesa (peraltro gonfiatesi fino a 67 miliardi con l’accordo Usa-Ue per l’aumento del 5%), anche quelle per l’energia.

Però siamo di fronte alla peggior crisi energetica della storia, Usa e Iran sono lontani da un accordo e le prospettive sembrano indefinite…

«Per questo la commissione ha ribadito, in occasione del vertice di Cipro del mese scorso, e ancora l’altra sera nella sua comunicazione informale in risposta alla richiesta italiana, che tiene d’occhio con la massima attenzione la situazione e realisticamente è pronta a interventi di emergenza. Ma per ora no, e mi sembra giusto: le regole ci sono, sono precise e accettate da tutti. Del resto i vincoli di bilancio sono realistici e determinate scelte, ci piacciano o no, devono essere fatte in attuazione di questi limiti».

La Germania e i cosiddetti “frugali” sono i primi a opporsi, ma con questo precipitare rapido degli eventi non le sembra sproporzionato l’essersi lanciati verso il 5% per la difesa lasciando indietro altre possibili spese come quelle energetiche, che possono andare dai bonus a favore dei cittadini fino all’aiuto alla ricostruzione delle infrastrutture petrolifere nel Golfo distrutte dai bombardamenti iraniani?

«La decisione tedesca di sbilanciarsi così tanto, addirittura anticipando le disposizioni europee sulle spese militari, può non essere stata delle più felici. Probabilmente sarebbe stato più giusto se si fossero posti dei vincoli comuni più razionali e praticabili per tutti gli Stati membri, inserendoli nella negoziazione con gli Stati Uniti anche in questo campo. E poi, ovviamente, se si fosse in presenza di un miglior coordinamento in seno all’Europa di fronte a un rincaro così abnorme, senza precedenti. L’occasione per migliorare e rendere indipendente da qualunque aiuto la difesa europea c’è tutta».

Parlava di “casi di emergenza”, a proposito di un intervento sull’energia. Come un’impennata dell’inflazione?

«No, sono due partite parallele e separate. O meglio: l’inflazione annuale dell’area euro è salita al 3% ad aprile, il livello più alto dal settembre 2023, al di sopra del target del 2%, in aumento rispetto al 2,6% di marzo e leggermente sopra le aspettative di mercato del 2,9. I costi energetici sono aumentati del 10,9%, maggior rincaro dal febbraio 2023, spinti dal conflitto in Medio Oriente. Tutto vero, ma tutto questo è materia della Bce e in quella sede sarà certamente discusso alla riunione di Francoforte dell’11 giugno, così come in quella della Fed di qualche giorno dopo. Il pericolo d’inflazione ovviamente, vista l’entità dei rincari, esiste in tutto il mondo».

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