Vacanze in aereo, così Norvegia e Venezuela stanno aiutando l’Ue con il loro cherosene
di Aldo FontanarosaROMA – A marzo 2026, Ryanair era molto pessimista sulle vacanze estive delle famiglie europee. Nelle sue iniziali previsioni, il sostanziale blocco dello Stretto di Hormuz per la guerra avrebbe costretto le compagnie a cancellazioni rilevanti dei voli, a causa della mancanza di cherosene per i velivoli.
Adesso Ryanair è molto più positiva. Nei documenti sull’ultimo bilancio (che va da aprile 2025 a marzo 2026, per gli irlandesi), il vettore parla di una “Europa relativamente ben rifornita di carburante per aerei”. E, a sorpresa, Ryanair riscrive la mappa dei nostri fornitori privilegiati. Cita la Nigeria, le Americhe (con Stati Uniti e Venezuela, new entry), infine un terzo Paese che pure sta aiutando l’Ue: la Norvegia.
I norvegesi stanno spingendo al massimo la capacità di raffinazione dell’impianto di Mongstad, l’unico ancora attivo dopo la chiusura di Slagentangen nel 2021. La raffineria produce cherosene soprattutto per uso interno, ma sta dando una mano anche all’Unione europea,…
ROMA – A marzo 2026, Ryanair era molto pessimista sulle vacanze estive delle famiglie europee. Nelle sue iniziali previsioni, il sostanziale blocco dello Stretto di Hormuz per la guerra avrebbe costretto le compagnie a cancellazioni rilevanti dei voli, a causa della mancanza di cherosene per i velivoli.
Adesso Ryanair è molto più positiva. Nei documenti sull’ultimo bilancio (che va da aprile 2025 a marzo 2026, per gli irlandesi), il vettore parla di una “Europa relativamente ben rifornita di carburante per aerei”. E, a sorpresa, Ryanair riscrive la mappa dei nostri fornitori privilegiati. Cita la Nigeria, le Americhe (con Stati Uniti e Venezuela, new entry), infine un terzo Paese che pure sta aiutando l’Ue: la Norvegia.
I norvegesi stanno spingendo al massimo la capacità di raffinazione dell’impianto di Mongstad, l’unico ancora attivo dopo la chiusura di Slagentangen nel 2021. La raffineria produce cherosene soprattutto per uso interno, ma sta dando una mano anche all’Unione europea, con un aumento delle esportazioni.
Il ruolo dell’India
Un altro aiuto sta arrivando dal Venezuela, che torna ad essere un forte esportatore di greggio (più che di carburante per aerei in senso stretto). Per capire il ruolo dei venezuelani nella nuova emergenza mondiale dell’aviazione civile, bisogna andare indietro al febbraio 2026, quando il conflitto in Medio Oriente non era ancora scoppiato.
A febbraio gli indiani di Reliance Industries hanno comprato 2 milioni di barili di greggio venezuelano. Poi lo hanno raffinato in India; quindi hanno venduto 390.000 barili di jet fuel proprio all’Italia. Questa catena di rifornimento – che parte dal Venezuela e arriva fino a noi, via India – si spera possa funzionare ancora.
Gli africani
Oltre alla Norvegia, al Venezuela e agli Stati Uniti, gli europei stanno bussando anche alla porta della Nigeria dove funziona ormai a pieno regime la raffineria di Dangote.
Proprietario è Aliko Dangote, l’imprenditore più potente del Paese, fondatore e amministratore delegato di un gruppo industriale attivo anche nel cemento, nello zucchero e nei fertilizzanti.
Nel 2026, la rivista Forbes lo indica come l’uomo più ricco del continente africano con un patrimonio stimato di 28,5 miliardi di dollari.